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lunedì 8 dicembre 2014

Su halloween e sui celti

Il 27 ottobre 2010 Luna Di Cristallo, un anonima signorina piuttosto 'educata', nel mio gruppo di Facebook dedicato al tema di halloween scrisse questa provocazione:
«Halloween in alcune regioni del nord anticamente popolate da celti veniva celebrata PRIMA dell'invasione cristiana, informatevi prima di sparare cavolate!»
Colsi l'occasione e risposi:
Direi che ti sbagli Luna: 'halloween' deriva da 'all hallows’ eve', e siccome 'hallow' in inglese antico significa 'santo', allora "halloween" vuol dire "vigilia di tutti i Santi". Può essere davvero precristiana una 'vigilia dei santi'?
Ma forse tu Luna ti riferisci a 'samuin' o 'samhain'... Però quella festa pagana non aveva molto a che vedere con la haloween moderna. Era una festa popolare e religiosa vicina, come concetto, al nostro Natale-capodanno, a San Martino, e ai Morti. Certo è dfficile pensare che gli antichi celti andassero in giro vestiti da vampiri e da streghe a ballare in discoteca.
La cosiddetta "invasione cristiana" è stata in realtà un lungo processo di assimilazione e di integrazione culturale, filosofìca e religiosa, che ha visto fondersi insieme mondi ed umanità differenti. La cività europea è figlia proprio di quel processo che tu chiami con grande semplicità "invasione cristiana". PS: se ti può interessare "Ognissanti" in inglese è simile ad halloween e suona come 'All Hallows’ Day'.
Nello stesso gruppo raccolsi poi l'intervento, altrettanto umile e rispettoso devo dire, del signor Joe Skorpio. Questo che segue:
«"Halloween è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana,( quindi a copiare o rubare la festa sono stati i Cristiani ,come con tutte le altre feste.... dal Natale (festività Celtica) alla Pasqua (festività Ebraica),nulla centrano ...le solite americanate commerciali ) che si celebra la sera del 31 ottobre(quindi niente a che vedere con la festa d'Ognisanti che è il 1 Novembre). Halloween" deriva da "All Hallows Eve", che vuole dire appunto "Vigilia di Tutti i Santi", perciò "Vigilia della festa di Tutti i Santi", festa che ricorre, appunto, il 1° novembre.A proposito la festa d'OgniSanti si festeggiava la Domenica successiva alla Pentecoste.Tale data fu spostata al 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l'antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese (ancora una volta una prepotenza da parte di noi Cristiani contro civiltà più deboli).........Perciò prima di creare dei gruppi...ripassiamo un pò di storia....quella vera .»
Al signor Joe risposi allora:
Joe Skorpion (ma è il tuo vero nome?) attingo dalla tua conoscenza storica che si preannuncia cospiqua: potresti spiegare -a noi che non lo sappiamo- come si celebrava presso i celti la festa di Samhain? E magari precisarci anche se si festeggiava presso tutti i popoli celti o solo presso alcuni? E quali erano i riti?
Poi tu scrivi che "Halloween" deriva da "All Hallows Eve", che vuole dire "Vigilia di Tutti i Santi". Allora Joe ti chiedo: sei sicuro che la vigilia di Ognissanti non abbia "niente a che vedere con Ognissanti" come hai scritto tu? Non è un po' strana come affermazione?
Ancora scrivi: "Tale data fu spostata al 1º novembre per farla coincidere con il Samhain , l'antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese". Ma vuoi dire che allora il mondo pagano ha costretto in qualche modo i cristiani a cambiare la data della loro festa dei santi? O si è trattato solo di un normale processo di integrazione fra culture diverse?"

lunedì 13 ottobre 2014

Magia: trappola per giovani


di Carlo Climati
Vengono da riviste di prestigiosi editori. Per i quali esiste una magia “buona”.
Ma è un inganno.
Nell'era della scienza e della razionalità, in cui si fa I di tutto per dimenticare Dio, si sta verificando un fenomeno curioso: il ritorno della magia e della superstizione.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mentre gli scienziati puntano alla conquista dello spazio, assistiamo al trionfo dell'esoterismo e della stregoneria, che sembrano affascinare sempre di più i giovani.
I ragazzi, da sempre, hanno nutrito una forte curiosità nei confronti del mondo del fantastico. Si tratta di un'attrazione del tutto normale, che fino a qualche anno fa non era motivo di preoccupazione. Nel campo della letteratura giovanile esistono molti ottimi autori che trattano argomenti magici, senza però indirizzare gli adolescenti su sentieri rischiosi. Pensiamo, ad esempio, alle belle opere di J.R.R. Tolkien.
Ultimamente, invece, l'interesse dei ragazzi per la magia viene utilizzato da certe riviste in modo discutibile, aprendo le porte ad un mondo pagano, dominato da comportamenti superstiziosi e da veri e propri rituali. È il caso del nuovo mensile della Disney, che si chiama “Witch” (in inglese, “strega”).
Questo giornalino, destinato principalmente ad un pubblico femminile di adolescenti, contiene uno strano tipo di Oroscopo, attraverso il quale le giovani vengono invitate a compiere dei veri e propri “riti” di magia.
Ecco che cosa dice “Witch” alle ragazzine nate sotto il segno del Capricorno: “L'animale che ti porta fortuna in questo periodo è la capra: tieni una sua foto (o un disegno) nello zaino e sarai decisa e irremovibile come lei”. Per l'Ariete: “È il mese ideale per le magie d'amore: il 13 scrivi su un foglietto rosso il nome del ragazzo che ti piace tantissimo. Tempo una settimana e la situazione migliorerà”. Lo Scorpione: “Dal 12 al 24 potresti sentirti particolarmente stanca: per riprendere energia, tieni un pizzico di artemisia nella scarpa destra”. Il Cancro: “Se hai un problema che ti assilla, tieni sotto il cuscino sette foglie di betulla e il primo giorno di luna crescente sognerai il modo migliore per affrontare e risolvere la situazione”.
Questi sono soltanto alcuni dei “rituali” proposti ai giovani dal mensile “Witch”. La Disney, purtroppo, non è nuova a questo tipo di argomenti. Un suo giornalino per bambini, “Minni and company”, regalò nell'ottobre 1995 “le carte magiche dell'I-King”, con una guida dettagliata all'uso di questo strumento di divinazione. Il testo diceva: “L'I-King è un libro antico di previsioni che i Cinesi tuttora consultano per conoscere il futuro. Per voi, amiche gentili, abbiamo trasformato i 64 capitoli del librane nelle 8 carte, piccole e preziose, pubblicate nella copertina e che risponderanno alle vostre domande”.
Oltre alla Disney, possiamo trovare temi esoterici in molte altre riviste per adolescenti. Un caso clamoroso è quello del popolare mensile “Top Girl”, che nel dicembre 2000 ha riportato in copertina la frase: “Testimonianza esclusiva: abbiamo scelto di essere streghe”.
All'interno del giornalino si può trovare un ampio articolo in cui due ragazze raccontano come è bello praticare la magia ed essere “in sintonia con l'universo”. Le due giovani dichiarano di seguire la religione “Wicca”, un nuovo culto dal sapore pagano che sta suscitando un certo interesse tra gli adolescenti.
La trappola che si cela dietro queste nuove mode esoteriche, pubblicizzate da alcune riviste per ragazzi, è chiara.
È l'invito a credere che esista una “magia buona”, una specie di “alleata” per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni. Una vita che, per molti giovani, è dominata dalla solitudine, dall'assenza di dialogo in famiglia, dalle difficoltà nella scuola o nei primi approcci con il mondo del lavoro.
Quando si è soli, è molto facile essere vittime della magia e della superstizione. Ci si attacca a tutto, anche ad un amuleto o alla lettura delle carte.
Inoltre, certi meccanismi sono profondamente diseducativi perché rappresentano il trionfo della cultura del non-impegno e del “voglio tutto e subito, senza sforzarmi”.
Invece di lottare per conquistare un obiettivo, si sceglie la strada del rito magico o dell'amuleto, con l'illusione che possa cambiare la vita in quattro e quattr'otto. C'è, poi, il rischio di creare tra i giovani una vera e propria “mentalità esoterica”.
Una specie di “schiavitù”. di dipendenza dalla magia. Oggi, tramite certi giornalini, i ragazzi apprendono i piccoli rituali della capra e del foglietto rosso. Domani, forse, si rivolgeranno ad un mago o a un cartomante per risolvere i propri problemi.
Tutto questo accade in un'era in cui si vogliono togliere i crocifissi dalle pareti delle scuole, nel nome del “rispetto” e della “tolleranza”. Così, quel vuoto sul muro viene colmato dai nuovi “maestri” della stregoneria e della superstizione.

“Tutte le pratiche di magia e di stregonerìa con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all'intervento dei demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli...”.
(Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2117).

BIBLIOGRAFIA
Carlo Climati, I giovani e l'esoterismo. Magia, satanismo e occultismo: l'inganno del fuoco che non brucia, Paoline, Milano 2001.
Massimo Introvigne, Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici, dallo spiritismo al satanismo. Sugarco, Carnago (VA) 1990.

Halloween! di Gianfranco Amato

di Gianfranco Amato

Halloween è tutt’altro che un’innocua festicciola per bambini. ... Profondamente radicata nel paganesimo e nel satanismo, continua ad essere una pericolosa forma di idolatria demoniaca.

Trae origine da un’antichissima celebrazione celtica diffusa nelle isole britanniche e nel nord della Francia, con cui i pagani adoravano una delle loro divinità, chiamata Samhain, Signore della morte. Era considerata una delle feste più importanti, e dava inizio al capodanno celtico. La notte del 31 ottobre in onore del sanguinario dio della morte, veniva realizzato, sopra un’altura, un enorme falò utilizzando rami di quercia, albero ritenuto sacro, sul quale venivano bruciati sacrifici costituiti da cibo, animali e persino esseri umani.
Di quest’ultima crudele e sanguinaria usanza ne dà testimonianza lo stesso Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico (libro VI, 16), così come Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (XXX, 13), in cui parla di «riti mostruosi», e Tacito nei suoi Annales (XIV, 30), che definisce i sacrifici umani praticati dai druidi come «culti barbarici».
I Celti ritenevano che Samhain, in risposta alle offerte di tali olocausti, autorizzasse le anime dei morti a ritornare alle proprie case in quel giorno di festa. Per questo motivo i pagani nordici ritenevano che fredde e oscure creature riempissero la notte vagando e mendicando tra i vivi. E’ da tale credenza, peraltro, che deriva l’uso odierno di girovagare nel buio, la notte di Halloween, vestiti in costumi che imitano fantasmi, streghe, elfi, e creature demoniache.

Anche la celebre espressione “trick or treat”, tradotta con l’innocente “scherzetto o dolcetto”, è parte dell’antico cerimoniale pagano. Venivano chieste offerte (“treat”) sotto la minaccia dell’ira di Samhain, e della sua maledizione divina (“trick”), in caso di rifiuto. «Offrite sacrifici a Samhain, o subirete i suoi castighi», questo si continua inconsciamente a chiedere, oggi, con l’apparentemente scherzoso “trick or treat”.
L’usanza di chiedere offerte al dio della morte diventava, in passato, anche un metodo per identificare i cristiani che si rifiutavano di onorare la divinità pagana, e che per questo subivano, a volte, odiose ritorsioni.
Per comprendere quanto la Chiesa, fin dall’inizio dell’evangelizzazione dei popoli celti, fosse preoccupata di quella pericolosa “solennità” pagana, basta considerare che la Festa di Ognissanti fu spostata, in Occidente, al primo novembre, con tanto di vigilia la notte precedente, proprio per contrastare il culto satanico di Samhain.

La cristianità conobbe, infatti, le prime forme di commemorazioni dei Santi già a partire dal IV secolo, in particolare nel giorno della Domenica successiva alla Pentecoste, usanza conservata fino ad oggi dalla Chiesa Ortodossa d’Oriente.
Nell’Occidente, come si è detto, la data fu spostata al primo novembre per farla coincidere con la celebrazione in onore del dio celtico della morte, a seguito delle pressanti richieste che provenivano dal mondo monastico irlandese.
La prima traccia di questa posticipazione è rinvenibile in un atto di Papa Gregorio III (731-741), che fissava appunto nel 1° novembre l’anniversario della consacrazione di una cappella in San Pietro dedicata alle reliquie «dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo».
Fu il successore Gregorio IV ad estendere e rendere obbligatoria la data della celebrazione a tutta la cristianità. In Francia, in particolare, ciò avvenne grazie ad un decreto di Luigi il Pio, emanato nell’ 835, «su istanza di Papa Gregorio IV, con il consenso di tutti i vescovi».
Nella Britannia del VIII-IX secolo, quindi, il giorno dedicato dai pagani al dio della morte, era per i cristiani occasione per onorare i Santi, partecipando alla veglia di preghiera la sera del 31 ottobre, ed alla Santa Messa il giorno successivo.
E’ da qui che deriva il termine Halloween. L’etimo si radica, infatti, nell’antica espressione inglese Hallow E’en, ovvero notte di commemorazione di tutti coloro che sono stati “hallowed”, santificati. I pochi che rimasero ancorati alle tradizioni pagane reagirono al tentativo della Chiesa di soppiantare la celebrazione in onore di Samhain, mantenendone il culto e cercando di incrementarlo. Nell’alto medioevo la notte di Halloween divenne simbolicamente la festa principale della stregoneria e del mondo occulto. In quel contesto avvenivano, tra l’altro, forme particolari di sacrilegio nei confronti di oggetti sacri, e l’utilizzo degli scheletri (oggi rappresentati da maschere) costituiva una forma di dileggio delle Sacre Reliquie.
Per il moderno satanismo, Halloween continua ad essere una festa privilegiata. E’ uno dei quattro sabba delle streghe, delle quattro grandi “solennità” coincidenti con alcune delle principali festività pagane e dell’antica stregoneria.

La prima e più importante è, appunto, quella di Halloween, considerata il Capodanno magico. La seconda “solennità” è quella di Candlemass, che si celebra la notte tra il 1° e il 2 febbraio ed è considerata la Primavera magica (per i cristiani è la ricorrenza della Presentazione del Bambino Gesù al tempio, chiamata anche popolarmente “Festa della Candelora”). La terza “solennità” è quella di Beltane, che si festeggia nella notte tra il 30 aprile ed il 1° maggio, chiamata anche la notte di Valpurga, e segna l’inizio dell’Estate magica. La quarta “solennità” è quella di San Giovanni Battista, che si svolge la notte tra il 23 e 24 giugno, ed è particolarmente attesa per mettere in atto malefici di malattia e di morte. Com’è facile notare sono tutte celebrazioni notturne che si svolgono nel buio e nell’oscurità, a conferma della definizione evangelica di Satana come Principe delle Tenebre, e dei suoi seguaci come Figli delle Tenebre.
Da un punto di vista cristiano, la partecipazione a tali pratiche, a qualunque livello (anche quello apparentemente inoffensivo di una banale festa), deve considerarsi una pericolosa forma d’idolatria. Come deve considerarsi una forma pagana di superstizione quella di illuminare una zucca vuota fuori dalla porta per scacciare demoni e fantasmi.
Sorprende la sottovalutazione fatta oggi anche da molti credenti – a volte preda di una forma di ebetismo consumistico – circa l’origine ed il significato della festa pagana e satanica di Halloween. Ma non sorprende che dalla Chiesa continuino a levarsi voci rivolte ad ammonire e mettere in guardia circa i rischi dell’inganno demoniaco che tale ricorrenza nasconde.
Mi ha particolarmente colpito, l’anno scorso, l’iniziativa di una marcia proprio contro i festeggiamenti di Halloween svoltasi a Massa Carrara e promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata dal compianto don Oreste Benzi, iniziativa cui non ha fatto mancare propria fattiva partecipazione l’allora vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Eugenio Binini.
La comunità di don Benzi, in quell’occasione, non ha usato mezze parole per denunciare i pericoli della cosiddetta notte delle streghe: «Il fenomeno che viene esaltato il 31 ottobre è un grande rituale satanico. Facciamo appello al mondo cattolico perché non promuova in nessun modo questa ricorrenza che inneggia al macabro e all’orrore. Sappiano tutti i genitori e tutti coloro che credono nei valori della vita, che la festa di Halloween è l’adorazione di Satana che avviene anche in modo subdolo attraverso la parvenza di feste e di giochi per giovani e bambini.

Il sistema imposto di Halloween proviene da una cultura esoterico-satanica in cui si porta la collettività a compiere rituali di stregoneria, spiritismo, satanismo che possono anche sfociare, in alcune sette, in sacrifici rituali, rapimenti e violenze.
Halloween è per i satanisti il giorno più magico dell’anno e in queste notti si moltiplicano i rituali satanici come le messe nere, le iniziazioni magico-esoteriche e l’avvio allo spiritismo e stregoneria.
Attenzione agli educatori e responsabili della società affinché scoraggino i ragazzi a partecipare ad incontri sconosciuti, ambigui o addirittura ad alto rischio perché segreti o riservati».
Sempre a proposito di Halloween, monsignor Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia, ha ricordato che «si tratta di una consuetudine nettamente pagana», e che «naturalmente un vero cristiano non potrà mai dare il suo assenso a tutto questo, soprattutto per il fatto che di carnevalate oscene ve ne sono a iosa, cui vanno aggiunte le veglie sataniche mascherate proposte da alcuni gruppi, purtroppo abbastanza diffusi anche nei nostri ambienti».
Quest’ultimo punto dell’osservazione di mons. Grillo merita di essere sottolineato, poiché non sono infrequenti – ahimè – le occasioni in cui si ha modo di verificarne la fondatezza.
E’ accaduto anche a me quando ho appreso del caso di un giovane sacerdote, coadiutore di un anziano parroco, che aveva autorizzato l’uso della sala oratoriale per la celebrazione della festa di Halloween. Con tanto di locandine e volantini. Alle legittime recriminazioni di un genitore, il giovane coadiutore, infastidito per l’osservazione, ha tenuto a precisare che la magia esiste solo nel mondo della fantasia dei bimbi, che i ragazzi cattolici non debbono isolarsi ma condividere le occasioni di divertimento con i loro coetanei, che la Chiesa, in passato, ha già sbagliato dando la caccia a streghe inesistenti, e che la concezione antropomorfa del demonio appartiene alla tradizione preconciliare.
Sappiamo già che da alcuni giovani (e inesperti) preti non si può pretendere più di tanto.
Ma credo si possa almeno esigere che conoscano un pochino le Sacre Scritture.
Se quel neosacerdote avesse dato una ripassatina alla Bibbia, avrebbe avuto modo di leggere
che non è opportuno per i cristiani frequentare i pagani e assistere ai loro riti, poiché non può esservi unione tra la luce e le tenebre (2 Corinzi, 6,14),
che i libri di arti occulte vanno bruciati (Atti, 19,19),
che non si deve partecipare alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannarle apertamente (Efesini, 5,11-12),
che idolatria e stregoneria sono opere della carne (Galati, 5,20),
che bisogna separarsi da «chi esercita la divinazione, il sortilegio, l’augurio o la magia; da chi fa incantesimi, da chi consulta gli spiriti o gli indovini, e da chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore» (Deut. 18, 10-12).
Più chiaro di così.

Gianfranco Amato

Halloween? E diciamola tutta!

Ma infine diciamola tutta. A difesa della loro festa preferita i sostenitori di Halloween sventolano blasoni di antichità, di tradizione, di... celticità, che non sono altro che blasoni di plastica.

Samhain era un'antica festività celtica, paganamente sacra, spesso cruenta per i sacrifici, anche umani, che vi si tenevano in onore delle divinità e dei defunti; era una "larva" residuale, probabilmente, di riti magico-religiosi più antichi, preistorici, nei quali era incluso talvolta il cannibalismo e, sempre, l'uso delle teste umane, vere o simulate, come trofei e feticci da venerare.
Con samhain è abbastanza pacifico che si celebrasse il raccolto, la fine dell'anno campestre e l'entrata del sole nell'inverno, il "regno dei morti".

Questo il contenuto magico e religioso che, secondo un luogo comune assai diffuso, sarebbe transitato da samhain ad halloween. Questa l'eredità che farebbe di halloween la versione moderna, riveduta e corretta, dell'antica samhain celtica.
Tale presunta derivazione filologica di una festa dall'altra fa di halloween l'appuntamento più popolare ed amato dai moderni celtofili neopagani.
Ma che c'è di vero in tutto questo?

Proviamo a dare un'occhiata disincantata alla halloween moderna, vediamola così come essa concretamente si presenta e va in scena ogni anno nelle nostre contrade: grandi e piccini si mascherano da morti, da streghe, da cadaveri, da vampiri e formano un esercito di zombie e di fantasmi intenti a bagordare, a dispensare qua e là scherzetti più o meno sgradevoli e sgraditi, un esercito di festanti che non mostra cura dei sentimenti che altri possono provare alla vigilia del 'dì dei morti'.

Insomma Halloween è un carnevale d'autunno, macabro, inquietante, in cui piccole forme di ricatto ("dolcetto o scherzetto!"), insegnano a più giovani l'arte allegra dell'estorsione; vi si tengono feste danzanti in discoteca condite di vari abusi, d'alcol e di altre amenità, con finte ragnatele appese alle pareti e zucche di plastica, teschi e mostri dappertutto...
E come non mancano il cibo, l'alcol e le droghe, non mancano neppure, per i più esaltati, i riti magici, le suggestioni stregonesche, le introduzioni allo spiritismo da baraccone, e altre fesserie, buone per stimolare l'adrenalina.

Dovrebbe sorgere spontanea una domanda: che cosa centra halloween, la halloween di cui parliamo, con la celtica samain? E' davvero la nostra halloween l'erede diretta dei riti pagani di samhain?
E' più che evidente che per la loro fuzione sacrale e rituale sono le feste cristiane di Ognissanti e dei Defunti le vere eredi di samhain. Il carattere sacrale e religioso è addirittura aumentato col passaggio alla versione cristiana. E' altrettanto evidente che nè la tradizione pagana più autentica, nè la sua erede cristiana sono rispettate e presenti nella festaccia deviante di halloween.

Halloween più che una festa radicata e tradizionale è l'ennesima bufala del consumismo, ed è più vicina allo spiritismo ottocentesco della Blavatsky che non ai celti, più vicina al castello di Disneyland che non al mistero della morte. Vale davvero la pena di difendere una festa così?

Drudismi di plastica con scritto di C. Gatto Trocchi

La moda dei celti e dei druidi non demorde. Ad Ognissanti ne abbiamo fatto un’indigestione a forza di presunte tradizioni “pagane“ e feste celtiche. Si tira fuori Samaini e si ripete senza documentazione  che il cristianesimo avrebbe trasformato questa festa in “Ognissanti”. In realtà la festa è stata organizzata nell’Ottocento sulla spinta della moda horror.
Samain o Samuin è il nome di un mese che corrisponde più o meno a Novembre: la festa è citata ma non descritta per la prima volta in un testo irlandese detto prosaicamente La mucca grigia del 1100.
 Sappiamo molto poco dei celti, che non scrivevano, né leggevano. I druidi bevevano birra mista a miele ed allucinogeni, e poi dicevano di sapersi  trasformare negli animali della foresta. In realtà i celti sono stati scelti per diffondere una mitologia di cui occorre scoprire le origini.
Furono tutti riesumati nel fatidico anno 1717, lo stesso della fondazione della Massoneria. Apparve allora il primo Ordine dei Druidi, creato nella stessa taverna in cui si fondò la Grande Loggia Madre, nell’Apple Tree Pub. La moda della magia celtica cominciò a farsi strada. Da allora in poi vi fu una pioggia di finte leggende, si riesumarono miti su Mago Merlino, Stonehenge, il potere magico dei calderoni e del Graal e ogni sorta di falso storico. Le sette dei druidi si diffusero e oggi godono di discreto successo. Intanto il poeta Macpherson inventava un ipotetico bardo di cui pubblicò I canti di Ossian. Si trattò di un falso clamoroso subito smentito da letterati e filologi.
Il neo-paganesimo celtico è votato esplicitamente a combattere la tradizione greco-romana e il cristianesimo. Lo scopo finale è la restaurazione delle dottrine, del paganesimo e della stregoneria chiamata “l’antica religione”. E’ l’alternativa più radicale al cattolicesimo. Attraverso tali sette, la moda dei celti sta diventando un culto. La falsa mitologia vive e si rafforza nello spazio virtuale di Internet. Vi sono centinaia di siti che propongono megaliti illuminati dalla luna, pentoloni ribollenti, druidi dalla folta barba stile Asterix, falcetti per il vischio e centinaia di modi per vedere il futuro.
Per entrare nel misterioso santuario di Stonehenge basta digitare il sito “Druid’s Grove” e poi evocare i poteri delle divinità celtiche e accedere al sapere segreto.
I siti propongono una mitica storia della religione celtica, magia, leggende e racconti propinati come autentici e tutte le procedure inventate su Samain.
Si insegna agli adepti che i malvagi cristiani negli ultimi secoli dell’Impero Romano distrussero deliberatamente i segreti dei druidi, privando l’umanità dei poteri magici. I segreti si mantennero nel folto delle foreste e passarono di bocca in bocca, sotto il velame delle favole con lupi parlanti, orsi bonari e fate potenti. Per fortuna oggi si può operare on line e tentare vari riti per trasformarsi in cervi (con tutte le corna) come l’antico dio Cernunnus. I riti vengono svelati a pagamento con musica gaelica, invocazioni a divinità dai nomi impronunziabili e purtroppo assunzioni di misture a base di droghe. Il sito “Druid Fantasy” vende allucinogeni di vario tipo, capaci di far volare come le antiche streghe sul gandus, il bastone magico, diventato mestamente una scopa.
Il sito “Alleanza celtica” è italiano e si propone di ricostruire l’antico paganesimo e premette in modo assolutamente ermetico di “non avere nulla a che fare con le vicende negative”. A che cosa veramente si riferiscono questi druidi di Pinerolo? Forse ai sacrifici umani descritti da Giulio Cesare?
 Tutti gli storici seri affermano che mentre i greci accennano ai celti (detti anche galati), la fonte più autorevole resta il De bello gallico. (Vedi: Alexander Demandt. I Celti. Bologna, il Mulino, 2003. T. G. Powell. I Celti. Milano, il Saggiatore, 1996. Jan Filip. I Celti. Roma, Newton & Compton, 1995).
 Caio Giulio Cesare descrive usi, costumi e pratiche del popolo che romanizzò al punto di far eleggere Senatori i capi delle tribù alleate, gesto di una tale magnanimità che va attentamente considerato. Sarebbe come se il Presidente degli Stati Uniti avesse mandato alla fine del 1945, senatori giapponesi al Congresso…
Cesare riferisce che i celti avevano degli enormi manichini di vimini intrecciati che riempivano di uomini vivi. Poi appiccavano il fuoco e gli sventurati morivano tra le fiamme (De bello gallico, VI, 16). Per il dio Teutates si annegava la vittima in una botte di birra, mentre Esus – Marte gradiva che l’immolato fosse appeso ad un albero, ferito e lasciato dissanguare. Molto apprezzate dal dio Taranis erano le teste mozzate, disposte a cerchio sulle palizzate dei suoi templi di legno. Anche trenta vittime venivano decapitate all’occorrenza. I cari druidi vaticinavano il futuro dal modo con cui cadeva il corpo della vittima, dalle convulsioni e dagli spasmi dell’agonia, dal colare del sangue. Se devo identificarmi con qualche persona indoeuropea, preferisco le Vestali!!
L’Imperatore Tiberio che non era certo una mammoletta bensì un soldataccio cresciuto negli accampamenti militari, disgustato dal persistere dei sacrifici umani, sciolse la confraternita dei druidi. Ma la gente comune non se ne dolse, ben felice di adottare la lex romana che almeno tutelava qualche diritto. L’Imperatore Claudio concesse a tutti i galli la possibilità di seguire il cursus honorum, la carriera magistrale. Da allora essi furono tutti romanizzati e strenui difensori dell’impero. La valorosa Legio britannica  composta rigorosamente da celti, difese Roma in varie province: Traiano la immortalò nella Colonna.
Ma ad opera dell’esoterismo massonico i druidi sono di nuovo tra noi.
Tra le sette più attive oggi potete scegliere una vasta gamma di opzioni. C’è la Confraternita dei Druidi , Bardi e Ovati, la Chiesa Celtica Riformata, e gli attivissimi Missionari Celtici. C’è poi il gran druida Isaac Bonewits della Comunità neo-pagana collegato con “La voce delle Streghe” e con la Wicca, la più grande associazione di neo-stregoneria, neo-paganesimo e magia celtica, gruppo che ho conosciuto da vicino. Pagando 150 sterline, fui dichiarata Veleda (druida) a tutti gli effetti, durante un cerimoniale neo-pagano ad Hampstead. Il tempietto era colmo di simboli celtici e il gran druida di turno, un panciuto reduce del movimento di contestazione del 68, aveva in testa l’elmo con le corna e armeggiava con un falcetto d’argento. Era femminista, si abbuffava di carne di cinghiale che per lui “era considerata veicolo di immortalità”. Credeva nelle magie, metamorfosi, pietrificazioni e voli notturni sulla scopa, purché alimentati da tè verde alla marijuana. Lascio giudicare dal buon senso di ognuno.
Eppure i druidi servono, servono ad attaccare la tradizione greco-romana e cristiana, a far circolare false idee sulla magia, a proporre allucinogeni, ad allontanare dalla realtà per introdurre i giovani in un mondo di illusioni e di menzogne condivise. Vorrei che ogni persona scegliesse le sue opzioni a ragione veduta, conoscendone i significati e le origini: siate druidi, ma sappiate che cosa significa. Mi rendo conto, si parva licet, che stimolare la coscienza razionale era la velleità di Socrate, cosa che lo portò diritto alla cicuta. Ma siamo in ballo, balliamo. Non le finte danze celtiche inventate nell’800, ma il saltarello romano, erede dei sacerdoti Salii, e celebriamo le nostre feste: chi vuol esser lieto, sia! Uniquique suum.

Cecilia Gatto Trocchi 
 antropologa , scrittrice e docente di antropologia culturale presso le Università di Chieti, Perugia e – nell'ultima parte della sua vita – alla Sapienza e Roma Tre. Di quest'ultima è stata anche direttrice dell'Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici.

Halloween: piccole dolci estorsioni

Piccoli estorsori crescono.
Dover pagare il cosiddetto 'pizzo' o, in generale, dover subire un’estorsione è una cosa a dir poco spiacevole. Lo è per tutti. Vorremmo noi incentivare, incoraggiare, presso le giovani generazioni un uso tanto abbietto qual è quello del ricatto, o quello dell’estorsione? No di certo! Noi tutti persone civili, onesti cittadini, esecriamo, almeno a parole, l’infame reato dell’estorsione.

Ma riflettiamo un momento. L’estorsione consiste nella violenza, o nella minaccia di essa, usata dal reo come mezzo per costringere la vittima a fare qualcosa che lui non vorrebbe e in particolare a costrigerlo a dare al reo un certo bene pur di evitare il danno minacciato.
Si tratta di un ricatto insomma, che suona più o meno così: “o tu, vittima, mi dai ciò che io ti chiedo o io ti faccio qualcosa che non ti piacerà”.

Non è importante per il principio se l’entità del danno minacciato sia grande o piccola e non è importante nemmeno se sia grande o piccolo il bene preteso dall’estorsore. La nozione del comportamento criminoso non cambia. Non è importante tutto ciò, soprattutto per l’educatore, il quale, se è un buon educatore, presta attenzione più ai principii sottesi e alle pratiche attuate che non ai risultati immediati di essi. L’educatore sa che il diavolo si nasconde nei particolari, che le sequoie giganti nascono da piccoli semi.
Che cosa succede quando ad halloween tanti pacifici bimbetti, allegramente suonando alle porte dei vicini, ben paludati di macabri travestimenti (da mostri, diavoli e cadaveri) gioiosamente pigolano: “Dolcetto o scherzetto!”? Che succede in realtà? Succede che sotto il naso degli adulti essi provano degli innocui embrioni di estorsione e di ricatto: “o tu mi dai il bene, (ma piccolo: il dolcetto) o io ti faccio una cosa sgradita (ma piccola: lo scherzetto)”. Se il bene preteso è preteso con grazia infantile, e se consiste in un semplice ed economico sacchetto di caramelle e di cioccolatini, in genere dato da tutti con buona disposizione, e se, infine, il danno minacciato si rivela non esser altro che un po’ di farina sparsa sul tappeto dell’ingresso, beh, la cosa non cambia poi tanto: i piccoli hanno provato lo stesso la scenetta dell’estorsione e del ricatto.
Da cosa nasce cosa, lasciate fare al tempo. Chissà, magari un giorno inventeremo una qualche ricorrenza, una festa, in cui sarà possibile allenare i piccini a fare giocose finte rapine o finti e giocosi stupri di bambolotti. Sempre tutto molto finto sempre molto piccolo e giocoso, perché, appunto, si tratta in fondo di un gioco e niente più. Poi si sa: da cosa nasce cosa.

  Estorsione (diritto penale)
Commette tale reato chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno (art. 629 c.p.).Oggetto specifico della tutela penale nel reato di estorsione è l'inviolabilità del patrimonio e la libertà individuale contro fatti di coercizione commessi per costringere altri a fare o ad omettere qualche cosa per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.La condotta consiste nella violenza o minaccia usata dall'agente come mezzo per costringere la vittima a tenere un determinato comportamento o a indurlo ad un atto di disposizione patrimoniale che determini un ingiusto profitto. A differenza della violenza privata, la condotta è finalizzata a indurre la vittima a fare od omettere qualcosa, non a tollerare. Tale esclusione si giustifica con la necessità di distinguere meglio il reato in esame da quello di rapina, in cui la vittima è costretta a tollerare la sottrazione.Il delitto è aggravato se ricorrono alcune circostanze previste per il reato di rapina (art. 628, co. 3 . c.p.).Pena: reclusione da 5 a 10 anni e multa da euro 516 a euro 2.065 per il reato semplice; reclusione da 6 a 20 anni e multa da euro 1.032 a euro 3.098 per il reato aggravato.