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lunedì 13 ottobre 2014

Magia: trappola per giovani


di Carlo Climati
Vengono da riviste di prestigiosi editori. Per i quali esiste una magia “buona”.
Ma è un inganno.
Nell'era della scienza e della razionalità, in cui si fa I di tutto per dimenticare Dio, si sta verificando un fenomeno curioso: il ritorno della magia e della superstizione.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mentre gli scienziati puntano alla conquista dello spazio, assistiamo al trionfo dell'esoterismo e della stregoneria, che sembrano affascinare sempre di più i giovani.
I ragazzi, da sempre, hanno nutrito una forte curiosità nei confronti del mondo del fantastico. Si tratta di un'attrazione del tutto normale, che fino a qualche anno fa non era motivo di preoccupazione. Nel campo della letteratura giovanile esistono molti ottimi autori che trattano argomenti magici, senza però indirizzare gli adolescenti su sentieri rischiosi. Pensiamo, ad esempio, alle belle opere di J.R.R. Tolkien.
Ultimamente, invece, l'interesse dei ragazzi per la magia viene utilizzato da certe riviste in modo discutibile, aprendo le porte ad un mondo pagano, dominato da comportamenti superstiziosi e da veri e propri rituali. È il caso del nuovo mensile della Disney, che si chiama “Witch” (in inglese, “strega”).
Questo giornalino, destinato principalmente ad un pubblico femminile di adolescenti, contiene uno strano tipo di Oroscopo, attraverso il quale le giovani vengono invitate a compiere dei veri e propri “riti” di magia.
Ecco che cosa dice “Witch” alle ragazzine nate sotto il segno del Capricorno: “L'animale che ti porta fortuna in questo periodo è la capra: tieni una sua foto (o un disegno) nello zaino e sarai decisa e irremovibile come lei”. Per l'Ariete: “È il mese ideale per le magie d'amore: il 13 scrivi su un foglietto rosso il nome del ragazzo che ti piace tantissimo. Tempo una settimana e la situazione migliorerà”. Lo Scorpione: “Dal 12 al 24 potresti sentirti particolarmente stanca: per riprendere energia, tieni un pizzico di artemisia nella scarpa destra”. Il Cancro: “Se hai un problema che ti assilla, tieni sotto il cuscino sette foglie di betulla e il primo giorno di luna crescente sognerai il modo migliore per affrontare e risolvere la situazione”.
Questi sono soltanto alcuni dei “rituali” proposti ai giovani dal mensile “Witch”. La Disney, purtroppo, non è nuova a questo tipo di argomenti. Un suo giornalino per bambini, “Minni and company”, regalò nell'ottobre 1995 “le carte magiche dell'I-King”, con una guida dettagliata all'uso di questo strumento di divinazione. Il testo diceva: “L'I-King è un libro antico di previsioni che i Cinesi tuttora consultano per conoscere il futuro. Per voi, amiche gentili, abbiamo trasformato i 64 capitoli del librane nelle 8 carte, piccole e preziose, pubblicate nella copertina e che risponderanno alle vostre domande”.
Oltre alla Disney, possiamo trovare temi esoterici in molte altre riviste per adolescenti. Un caso clamoroso è quello del popolare mensile “Top Girl”, che nel dicembre 2000 ha riportato in copertina la frase: “Testimonianza esclusiva: abbiamo scelto di essere streghe”.
All'interno del giornalino si può trovare un ampio articolo in cui due ragazze raccontano come è bello praticare la magia ed essere “in sintonia con l'universo”. Le due giovani dichiarano di seguire la religione “Wicca”, un nuovo culto dal sapore pagano che sta suscitando un certo interesse tra gli adolescenti.
La trappola che si cela dietro queste nuove mode esoteriche, pubblicizzate da alcune riviste per ragazzi, è chiara.
È l'invito a credere che esista una “magia buona”, una specie di “alleata” per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni. Una vita che, per molti giovani, è dominata dalla solitudine, dall'assenza di dialogo in famiglia, dalle difficoltà nella scuola o nei primi approcci con il mondo del lavoro.
Quando si è soli, è molto facile essere vittime della magia e della superstizione. Ci si attacca a tutto, anche ad un amuleto o alla lettura delle carte.
Inoltre, certi meccanismi sono profondamente diseducativi perché rappresentano il trionfo della cultura del non-impegno e del “voglio tutto e subito, senza sforzarmi”.
Invece di lottare per conquistare un obiettivo, si sceglie la strada del rito magico o dell'amuleto, con l'illusione che possa cambiare la vita in quattro e quattr'otto. C'è, poi, il rischio di creare tra i giovani una vera e propria “mentalità esoterica”.
Una specie di “schiavitù”. di dipendenza dalla magia. Oggi, tramite certi giornalini, i ragazzi apprendono i piccoli rituali della capra e del foglietto rosso. Domani, forse, si rivolgeranno ad un mago o a un cartomante per risolvere i propri problemi.
Tutto questo accade in un'era in cui si vogliono togliere i crocifissi dalle pareti delle scuole, nel nome del “rispetto” e della “tolleranza”. Così, quel vuoto sul muro viene colmato dai nuovi “maestri” della stregoneria e della superstizione.

“Tutte le pratiche di magia e di stregonerìa con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all'intervento dei demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli...”.
(Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2117).

BIBLIOGRAFIA
Carlo Climati, I giovani e l'esoterismo. Magia, satanismo e occultismo: l'inganno del fuoco che non brucia, Paoline, Milano 2001.
Massimo Introvigne, Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici, dallo spiritismo al satanismo. Sugarco, Carnago (VA) 1990.

Vampirismo cannibalismo ed eucarestia

Dalla pagina web http://lescienzecriminologicheinvestigativeforensi.myblog.it/vampiri-vampiristi-e-cannibali/
scritta a proposito del cannibalismo e del vampirismo moderni, traggo un concetto sul quale desidero soffermarmi un istante.

Lo scritto recita: 
 Consumare il corpo ed il sangue di un dio è un rito ultramillennario. Lo stesso sacramento cristiano dell’eucarestia ha una forte connotazione di cannibalismo. Delle sacre scritture in ogni funzione religiosa vengono riportati i passi in cui Gesù Cristo invita i suoi discepoli a bere il suo sangue ed a cibarsi della sua carne. Nei riti antichi, con lo scopo di perpetrare l’esistenza del defunto più amato, c’era l’usanza di spartirne il corpo tra tutti i membri della comunità. Ed in alcune tribù amazzoniche ancor oggi è molto diffuso questo tipo di cannibalismo che non risponde alle esigenze alimentari ma solo a quelle di tipo magico e religioso.
Ora, mi sento in dovere di correggere il tiro dell'autore. Il sacramento dell'eucarestia ha in verità una connotazione piuttosto anticannibalistica e antivampiristica a ben guardare. Mi spiego.
Innanzitutto le materie concrete di cui si parla nell'eucarestia sono, con tutta evidenza, il pane e il vino. Ciò non è secondario. Nel rito eucaristico la 'carne' non è 'carne umana' ma è semplice pane azzimo e il 'sangue' non è 'sangue umano' ma è vino.
E' ampiamente negata dunque la necessità di cibarsi ritualmente di carne e di sangue realmente concretamente umani. La negazione passa attraverso una sostituzione radicale della materia, una sostituzione che non lascia dubbi poichè, a confermare ancor più lo spirito della cosa, è da notare che neppure di carne e di sangue di origine animale si tratta: nemmeno un agnello è sacrificato nel rito cristiano. L'Agnus Dei è nella realtà concreta e materiale un 'frutto della terra e del lavoro dell'uomo'.
Poi mi sento di asserire che non si tratta di antropofagia neppure dal punto di vista simbolico, poichè, se è vero che non vengono consumati il corpo e il sangue dell'uomo Gesù di Nazaret, cosa evidentemente impossibile, nè quelli di altri esseri umani, e se è vero che carne e sangue sono sostituiti da pane e vino, è vero infine che il cristiano si ciba della natura divina del Cristo, presente nelle specie eucaristiche, ma per questo non di 'antropofagia' si deve parlare, bensì di 'teofagia'. O alla meglio di spiritofagia, ritenendo presenti nell'eucarestia le due nature spirituali del Cristo. E dunque cristiani sono teofagi o spiritofagi, e non antropofagi. E la teofagia cristiana passa attraverso il consumo del pane e del vino. Ogni accostamento del rito cristiano al cannibalismo e al vampirismo non è che una grossolana deformazione ottica.

Drudismi di plastica con scritto di C. Gatto Trocchi

La moda dei celti e dei druidi non demorde. Ad Ognissanti ne abbiamo fatto un’indigestione a forza di presunte tradizioni “pagane“ e feste celtiche. Si tira fuori Samaini e si ripete senza documentazione  che il cristianesimo avrebbe trasformato questa festa in “Ognissanti”. In realtà la festa è stata organizzata nell’Ottocento sulla spinta della moda horror.
Samain o Samuin è il nome di un mese che corrisponde più o meno a Novembre: la festa è citata ma non descritta per la prima volta in un testo irlandese detto prosaicamente La mucca grigia del 1100.
 Sappiamo molto poco dei celti, che non scrivevano, né leggevano. I druidi bevevano birra mista a miele ed allucinogeni, e poi dicevano di sapersi  trasformare negli animali della foresta. In realtà i celti sono stati scelti per diffondere una mitologia di cui occorre scoprire le origini.
Furono tutti riesumati nel fatidico anno 1717, lo stesso della fondazione della Massoneria. Apparve allora il primo Ordine dei Druidi, creato nella stessa taverna in cui si fondò la Grande Loggia Madre, nell’Apple Tree Pub. La moda della magia celtica cominciò a farsi strada. Da allora in poi vi fu una pioggia di finte leggende, si riesumarono miti su Mago Merlino, Stonehenge, il potere magico dei calderoni e del Graal e ogni sorta di falso storico. Le sette dei druidi si diffusero e oggi godono di discreto successo. Intanto il poeta Macpherson inventava un ipotetico bardo di cui pubblicò I canti di Ossian. Si trattò di un falso clamoroso subito smentito da letterati e filologi.
Il neo-paganesimo celtico è votato esplicitamente a combattere la tradizione greco-romana e il cristianesimo. Lo scopo finale è la restaurazione delle dottrine, del paganesimo e della stregoneria chiamata “l’antica religione”. E’ l’alternativa più radicale al cattolicesimo. Attraverso tali sette, la moda dei celti sta diventando un culto. La falsa mitologia vive e si rafforza nello spazio virtuale di Internet. Vi sono centinaia di siti che propongono megaliti illuminati dalla luna, pentoloni ribollenti, druidi dalla folta barba stile Asterix, falcetti per il vischio e centinaia di modi per vedere il futuro.
Per entrare nel misterioso santuario di Stonehenge basta digitare il sito “Druid’s Grove” e poi evocare i poteri delle divinità celtiche e accedere al sapere segreto.
I siti propongono una mitica storia della religione celtica, magia, leggende e racconti propinati come autentici e tutte le procedure inventate su Samain.
Si insegna agli adepti che i malvagi cristiani negli ultimi secoli dell’Impero Romano distrussero deliberatamente i segreti dei druidi, privando l’umanità dei poteri magici. I segreti si mantennero nel folto delle foreste e passarono di bocca in bocca, sotto il velame delle favole con lupi parlanti, orsi bonari e fate potenti. Per fortuna oggi si può operare on line e tentare vari riti per trasformarsi in cervi (con tutte le corna) come l’antico dio Cernunnus. I riti vengono svelati a pagamento con musica gaelica, invocazioni a divinità dai nomi impronunziabili e purtroppo assunzioni di misture a base di droghe. Il sito “Druid Fantasy” vende allucinogeni di vario tipo, capaci di far volare come le antiche streghe sul gandus, il bastone magico, diventato mestamente una scopa.
Il sito “Alleanza celtica” è italiano e si propone di ricostruire l’antico paganesimo e premette in modo assolutamente ermetico di “non avere nulla a che fare con le vicende negative”. A che cosa veramente si riferiscono questi druidi di Pinerolo? Forse ai sacrifici umani descritti da Giulio Cesare?
 Tutti gli storici seri affermano che mentre i greci accennano ai celti (detti anche galati), la fonte più autorevole resta il De bello gallico. (Vedi: Alexander Demandt. I Celti. Bologna, il Mulino, 2003. T. G. Powell. I Celti. Milano, il Saggiatore, 1996. Jan Filip. I Celti. Roma, Newton & Compton, 1995).
 Caio Giulio Cesare descrive usi, costumi e pratiche del popolo che romanizzò al punto di far eleggere Senatori i capi delle tribù alleate, gesto di una tale magnanimità che va attentamente considerato. Sarebbe come se il Presidente degli Stati Uniti avesse mandato alla fine del 1945, senatori giapponesi al Congresso…
Cesare riferisce che i celti avevano degli enormi manichini di vimini intrecciati che riempivano di uomini vivi. Poi appiccavano il fuoco e gli sventurati morivano tra le fiamme (De bello gallico, VI, 16). Per il dio Teutates si annegava la vittima in una botte di birra, mentre Esus – Marte gradiva che l’immolato fosse appeso ad un albero, ferito e lasciato dissanguare. Molto apprezzate dal dio Taranis erano le teste mozzate, disposte a cerchio sulle palizzate dei suoi templi di legno. Anche trenta vittime venivano decapitate all’occorrenza. I cari druidi vaticinavano il futuro dal modo con cui cadeva il corpo della vittima, dalle convulsioni e dagli spasmi dell’agonia, dal colare del sangue. Se devo identificarmi con qualche persona indoeuropea, preferisco le Vestali!!
L’Imperatore Tiberio che non era certo una mammoletta bensì un soldataccio cresciuto negli accampamenti militari, disgustato dal persistere dei sacrifici umani, sciolse la confraternita dei druidi. Ma la gente comune non se ne dolse, ben felice di adottare la lex romana che almeno tutelava qualche diritto. L’Imperatore Claudio concesse a tutti i galli la possibilità di seguire il cursus honorum, la carriera magistrale. Da allora essi furono tutti romanizzati e strenui difensori dell’impero. La valorosa Legio britannica  composta rigorosamente da celti, difese Roma in varie province: Traiano la immortalò nella Colonna.
Ma ad opera dell’esoterismo massonico i druidi sono di nuovo tra noi.
Tra le sette più attive oggi potete scegliere una vasta gamma di opzioni. C’è la Confraternita dei Druidi , Bardi e Ovati, la Chiesa Celtica Riformata, e gli attivissimi Missionari Celtici. C’è poi il gran druida Isaac Bonewits della Comunità neo-pagana collegato con “La voce delle Streghe” e con la Wicca, la più grande associazione di neo-stregoneria, neo-paganesimo e magia celtica, gruppo che ho conosciuto da vicino. Pagando 150 sterline, fui dichiarata Veleda (druida) a tutti gli effetti, durante un cerimoniale neo-pagano ad Hampstead. Il tempietto era colmo di simboli celtici e il gran druida di turno, un panciuto reduce del movimento di contestazione del 68, aveva in testa l’elmo con le corna e armeggiava con un falcetto d’argento. Era femminista, si abbuffava di carne di cinghiale che per lui “era considerata veicolo di immortalità”. Credeva nelle magie, metamorfosi, pietrificazioni e voli notturni sulla scopa, purché alimentati da tè verde alla marijuana. Lascio giudicare dal buon senso di ognuno.
Eppure i druidi servono, servono ad attaccare la tradizione greco-romana e cristiana, a far circolare false idee sulla magia, a proporre allucinogeni, ad allontanare dalla realtà per introdurre i giovani in un mondo di illusioni e di menzogne condivise. Vorrei che ogni persona scegliesse le sue opzioni a ragione veduta, conoscendone i significati e le origini: siate druidi, ma sappiate che cosa significa. Mi rendo conto, si parva licet, che stimolare la coscienza razionale era la velleità di Socrate, cosa che lo portò diritto alla cicuta. Ma siamo in ballo, balliamo. Non le finte danze celtiche inventate nell’800, ma il saltarello romano, erede dei sacerdoti Salii, e celebriamo le nostre feste: chi vuol esser lieto, sia! Uniquique suum.

Cecilia Gatto Trocchi 
 antropologa , scrittrice e docente di antropologia culturale presso le Università di Chieti, Perugia e – nell'ultima parte della sua vita – alla Sapienza e Roma Tre. Di quest'ultima è stata anche direttrice dell'Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici.