domenica 2 novembre 2014

corano e violenza

Io credo sia ormai innegabile che il corano inciti alla violenza e all'ingiustizia. Perciò, cari signori, abbiamo un grande problema: una setta immensa produttice di un incontrollabile fanatismo religioso. Non si può più continuare a negare o a minimizzare i troppi fatti che accusano degli islamici in quanto islamici.
Ora i casi sono due: o l'islam dimostra di sapersi concretamente e realmente purificare dalla violenza (e però non si sa come possa fare con certi scabrosi passi del corano e con la vita di Mohamed), oppure l'islam dichiara apertamente al mondo intero di essere una religione dedita alla sopraffazione e alla guerra religiosa. E' arrivato il tempo della chiarezza e della scelta.
Ed è anche ora suonata che gli islamici moderati, se davvero sono in grado di farlo, impongano a tutti gli islamici una visione del corano e dell'islam pacifica e spirituale. Mi chiedo come possano far ciò, ma aspetto fiducioso.

una foto due versioni

Una versione
«Guardate, una delle tante immagini che io ho visto, a sinistra una donna militare israeliana, che difende la sua terra e la sua gente; a destra una donna palestinese con il velo. aggressiva. Notate la pacatezza della soldatessa che sa di essere dalla parte del giusto e con i piedi sulla SUA TERRA e, dall'altra, la musulmana aggreessiva, con lo sguardo torvo, che ritiene di avere dei diritti esclusivi su quella terra.»
 

Altra versione (originale)
«Guardate, una delle immagini più belle che io abbia mai visto, a sinistra una donna militare israeliana, armata che occupa una terra non sua; a destra una donna palestinese inerme. Notate la fierezza dello sguardo, diritto negli occhi, della donna che sa di essere dalla parte del giusto, disarmata e con i piedi sulla SUA TERRA e, dall'altra, una donna, con lo sguardo abbassato, armata che sà di OCCUPARE UNA TERRA NON SUA.»

pensiero unico di stato

invasioni islamiche


i fanfaroni

Avanza l'islamismo e l'unica preoccupazione che hanno i fanfaroni al potere è quella di soffocare ogni dissenso (lo chiamano "islamofobia")
Avanzano le epidemie e l'unica preoccupazione che hanno i fanfaroni al potere è quella di soffocare ogni timore (lo chiamano "panico immotivato")

gli intolleranti

«Tollero tutto fuorché l'intolleranza!» da certi individui nascono autentiche "perle" come questa.
Sono questi, fra gli intolleranti, i soggetti più pericolosi perchè si sentono i paladini di una giustizia irrinunciabile: brucerebbero vivi, se solo potessero, tutti quelli che considerano "intolleranti", fuorchè se stessi, naturalmente.

la domenica giorno del signore


Atti 20:7: "Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte."
Il "primo giorno della settimana" è la domenica (il settimo è il sabato), e questo era il giorno in cui quei credenti si riunivano. In questo passaggio possiamo dunque facilmente vedere come la chiesa primitiva si riuniva di domenica.
Riconosciamo anche due importanti funzioni della chiesa: lo spezzare il pane (comunione), e un messaggio (predicazione).

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!» [...] Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». »
(Gv 20,19.26)
La Didaché, scritto probabilmente in Siria nel I secolo, così parla della domenica:
« Nel giorno del Signore, riuniti, spezzate il pane e rendete grazie dopo aver confessato i vostri peccati, affinché il vostro sacrificio sia puro. »
(Didaché, Cap. 14,1)
 Il New Bible Dictionary, riguardo al termine "giorno del Signore" usato in questo verso, spiega: "Questo è il primo uso nella letteratura cristiana di heµ kyriakeµ heµmera. La costruzione aggettivale suggerisce che si tratti di una designazione formale del giorno di culto della chiesa. Così appare certamente nel secondo secolo (Ignazio, Epistola ai Magnesi, I, 67).
Il 7 marzo 321 l'imperatore Costantino (che allora era un adepto del Sol Invictus, ma si battezzò in punto di morte, divenendo alla fine cristiano) stabilì che il primo giorno della settimana, il dies Solis ("giorno del Sole") doveva essere dedicato al riposo perché la Chiesa, sin dal tempo degli apostoli, osservava la domenica, mentre fino ad allora era giorno lavorativo per tutti.
Ci fu però anche un altro fattore:

« [...] l'altro fatto, ancora più curioso, è il ritorno in vari settori della cristianità all'osservanza pura e semplice del vecchio sabato accanto a quella della domenica, come di "due giorni che sono fratelli", come dirà S. Gregorio di Nissa[4] »