Io
credo sia ormai innegabile che il corano inciti alla violenza e
all'ingiustizia. Perciò, cari signori, abbiamo un grande problema: una
setta immensa produttice di un incontrollabile fanatismo religioso. Non
si può più continuare a negare o a minimizzare i troppi fatti che
accusano degli islamici in quanto islamici.
Ora i casi sono due: o l'islam dimostra di sapersi concretamente e realmente purificare
dalla violenza (e però non si sa come possa fare con certi scabrosi
passi del corano e con la vita di Mohamed), oppure l'islam dichiara
apertamente al mondo intero di essere una religione dedita alla
sopraffazione e alla guerra religiosa. E' arrivato il tempo della
chiarezza e della scelta.
Ed è anche ora suonata che gli islamici
moderati, se davvero sono in grado di farlo, impongano a tutti gli
islamici una visione del corano e dell'islam pacifica e spirituale. Mi
chiedo come possano far ciò, ma aspetto fiducioso.
Una versione
«Guardate, una delle tante immagini che io ho visto, a sinistra una
donna militare israeliana, che difende la sua terra e la sua gente; a
destra una donna palestinese con il velo. aggressiva. Notate la
pacatezza della soldatessa che sa di essere dalla parte del giusto e con
i piedi sulla SUA TERRA e, dall'altra, la musulmana aggreessiva, con lo
sguardo torvo, che ritiene di avere dei diritti esclusivi su quella terra.»
Altra versione (originale)
«Guardate, una delle immagini più belle che io abbia mai visto, a
sinistra una donna militare israeliana, armata che occupa una terra non
sua; a destra una donna palestinese inerme. Notate la fierezza dello
sguardo, diritto negli occhi, della donna che sa di essere dalla parte
del giusto, disarmata e con i piedi sulla SUA TERRA e, dall'altra, una
donna, con lo sguardo abbassato, armata che sà di OCCUPARE UNA TERRA NON
SUA.»
Avanza
l'islamismo e l'unica preoccupazione che hanno i fanfaroni al potere è
quella di soffocare ogni dissenso (lo chiamano "islamofobia")
Avanzano le epidemie e l'unica preoccupazione che hanno i fanfaroni al
potere è quella di soffocare ogni timore (lo chiamano "panico
immotivato")
«Tollero tutto fuorché l'intolleranza!» da certi individui nascono autentiche "perle" come questa.
Sono questi, fra gli intolleranti, i soggetti più pericolosi perchè si
sentono i paladini di una giustizia irrinunciabile: brucerebbero vivi,
se solo potessero, tutti quelli che considerano "intolleranti", fuorchè
se stessi, naturalmente.
Atti
20:7: "Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per
spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai
discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte."
Il
"primo giorno della settimana" è la domenica (il settimo è il sabato), e
questo era il giorno in cui quei credenti si riunivano. In questo
passaggio possiamo dunque facilmente vedere come la chiesa primitiva si
riuniva di domenica.
Riconosciamo anche due importanti funzioni della chiesa: lo spezzare il pane (comunione), e un messaggio (predicazione).
La
sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano
chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei
Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!»
[...] Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con
loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro
e disse: «Pace a voi!». »
(Gv 20,19.26)
La Didaché, scritto probabilmente in Siria nel I secolo, così parla della domenica:
«
Nel giorno del Signore, riuniti, spezzate il pane e rendete grazie dopo
aver confessato i vostri peccati, affinché il vostro sacrificio sia
puro. »
(Didaché,
Cap. 14,1)
Il New Bible Dictionary, riguardo al termine "giorno del
Signore" usato in questo verso, spiega: "Questo è il primo uso nella
letteratura cristiana di heµ kyriakeµ heµmera. La costruzione
aggettivale suggerisce che si tratti di una designazione formale del
giorno di culto della chiesa. Così appare certamente nel secondo secolo
(Ignazio, Epistola ai Magnesi, I, 67).
Il
7 marzo 321 l'imperatore Costantino (che allora era un adepto del Sol
Invictus, ma si battezzò in punto di morte, divenendo alla fine
cristiano) stabilì che il primo giorno della settimana, il dies Solis
("giorno del Sole") doveva essere dedicato al riposo perché la Chiesa,
sin dal tempo degli apostoli, osservava la domenica, mentre fino ad
allora era giorno lavorativo per tutti.
Ci fu però anche un altro fattore:
«
[...] l'altro fatto, ancora più curioso, è il ritorno in vari settori
della cristianità all'osservanza pura e semplice del vecchio sabato
accanto a quella della domenica, come di "due giorni che sono fratelli",
come dirà S. Gregorio di Nissa[4] »