L'aborto
è sempre una scelta di morte. Dolorosa non dolorosa, morale non
morale.. è comunque una scelta di morte. Il feto è vita umana e l'aborto
è soppressione di una vita umana. Si fa morire un essere umano vivente.
Negare questa evidenza o spostare artificiosamente il discorso non è
onestà intellettuale.
Potremmo
discutere sul fatto che il nascituro sia una "persona umana", ma non
che sia vivo e che sia vivo di una vita umana, pure se essa è
temporaneamente simbiotica con la madre. Al momento del concepimento si è
di fronte ad un organismo vivente dotato di una sua propria identità
genetica;e tale identità fa sì che si debba distiguere il feto dalla
madre che lo ospita e che lo nutre. Fa onore ai credenti il fatto di essere i primi difensori della vita
umana fin dal suo concepimento, ma la questione è essenzialmente etica e
trasversale. Dovrebbe essere un terreno comune ai laici e ai credenti
quello della tutela della vita umana in quanto tale. Peccato che non lo
sia.
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