Tu non vuoi battezzare tuo figlio, non lo vuoi educare ad una fede certa. "Sceglierà da grande" tu dici, "non gli voglio imporre nulla."
Ma pensa che a tuo figlio non sarà dato di scegliersi il nome, perchè tu lo sceglierai per lui, e non potrà scegliersi la casa in cui nascere,
la
città in cui vivere, il quartiere, ricco o povero, la nazionalità; non sceglierà la faccia che dovrà portare, nè il sesso, nè l'altezza o il colore degli occhi o quello dei capelli, e neanche
la condizione economica potrà scegliersi da solo. Non deciderà lui chi sarà suo padre o sua madre, nè gli zii nè i
fratelli nè i nonni o gli altri parenti. Nemmeno i vicini di casa portà decidere lui.
E non sceglierà l'asilo da frequentare, nè la maestra, nè i suoi compagni. E non deciderà dei suoi vestiti, delle sue pappe, dei suoi giocattoli.
Non potrà neppure avere una religione di partenza visto che tu per lui hai già deciso così.
Le religioni sono tante in questo mondo
e tantissime sono le loro varianti; a tuo figlio sarà imposto di essere
istruito superficialmente solo su due o tre, di tante che ce ne sono: tu e non lui le sceglierai fra tutte. E non potrà essere educato e
formato con profondità in una sola, perchè tu hai deciso di non farlo.
Hai paura che un domani lui ti possa accusare di averlo formato in una religione sbagliata? E' per questo che non vuoi scegliere per lui? Ma in realtà tu ha già scelto: hai scelto di non scegliere. Hai scelto che dovrà fare da solo la sua ricerca, che dovrà arrangiarsi senza il tuo aiuto.
Scegliere di non scegliere è un grande errore.
Dato
che come testimoniano in molti si può crescere atei anche in famiglie di
credenti e viceversa io dico che "lasciare ai figli la scelta" sia
inevitabile in ogni caso, e che scegliere di non scegliere sia, mi
ripeto, religione del politically correct. Imporre la scelta della non
scelta è sempre una scelta. Debole e poco seria.
Educare
ad una fede è complesso e impegnativo, "educare a più fedi" è
semplicemente impossibile.... anche perchè sono contrastanti fra loro.
Si può casomai istruire (che non è educare). Non si tratta di
restringere il campo ma di dare profondità. Non si tratta di
indottrinare, ma di formare alla fede.
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