martedì 28 ottobre 2014

l'idolo del laicismo










allergia al laicismo


i guardiani del pensiero unico


Occidentali, islamici e scandalo di Cristo

Solo gli occidentali ormai addormentati, pieni dell'oppio laicista e razionalista, non si accorgono più dello scandalo che dà un Dio che si fa pane e vino e si fa cibo per l'uomo. L'islamico invece se ne accorge eccome, e si scandalizza come si scandalizzarono gli ebrei, i greci ed i romani dei tempi di Gesù.

la fede inculcata?

Il fatto che "uno sia fortemente influenzato dall'ambiente sociale" e diventi fedele di una data religione in modo deterministico per... educazione è un po' una balla. 
Lo è almeno in ambito cristiano. Per essere cristiani "dentro" si deve sperimentare vivacemente la presenza di Dio, se no non c'è fede, ma vuoto ritualismo, moralismo, tradizionalismo. 
Per essere cristiani veri ci si deve convertire tutta la vita, giorno per giorno. E amare Dio come si ama il più buono dei padri.

giovedì 23 ottobre 2014

dubbi

Cristo è perfetto: dubita pure di Lui, se lo saprai ascoltare Egli stesso vincerà i tuoi dubbi.

lunedì 13 ottobre 2014

ignoranza diabolica

Trovo particolarmente interessanti questi due siti satanistici scovati nel gran labirinto della rete.
Il primo è 'Say-tan Il Principe':

http://sites.google.com/site/saytanilprincipe/

Si tratta di una vera e propria microenciclopedia, di un "bignamino" della sataneria prêt-à-porter, con tanto di spiegazioni, di foto, disegni e didascalie. Sembra di stare alla scuola infernale. Non c'è argomento che non venga puntualmente toccato, trattato, sviscerato e con gran sfoggio della più eccelsa tra le confusioni e della più totale delle ignoranze.
Spicca fra gli argomenti quello bellissimo della distinzione tra satanisti doc e satanisti da strapazzo. Non occorre sottolineare che i 'veri' sono i seguaci del sito, ma a sorprendere è la presenza tra i 'falsi' del notissimo Eliphas Levi, sotto il cui ritratto si può leggere la seguente simpatica e sgrammaticata didascalia:
"Ora questo suino dipinto qui sopra (Levi, ndr), faceva perte di una Loggia ebraica-cristiana chimata rosacrocie lui "eliphas levi", lavorava per raggiungere l' immortalita dell' anima, diciamo che è un antenato della "p2". Non trovando soddisfazione adorando geovam cercho l' aiuto di Satana ma Satana non venne mai da Lui anzi lo fece ammalre per le sue blasfemie che oggi ci affliggono, lui essendo un ebreo ortodosso dipinge Satana in un modo blasfemo, modo che ogni Satanista Spirituale dovrebbe rifiutare ."

Servito in tal modo il celebre "confratello", l'autore del sito si inerpica in dotte esposizioni di cui lascio un assaggio:
"Ora vi spiego, prima cerano gli Dei dell' Olimpo come tutti saprete.
Ed ogni nazione aveva i suoi culti, poi si innalzo una nazione chiamata roma, e comincio a inventare una religione chimata cristinesimo .
Che si basava su una religione chimata ebraismo l' ebraismo si basava su testi fenici e cananei che si basavano sulla cultura mesopotamica.
Bene questi cristiani cominciarono a proliferare e cominciarono a chimare tutti quelli che praticavano i culti Olimpici, Pagani perche erano coloro che dovevano Pagare,
per la loro infedeltà.
E cominciarono a sterminarli in massa.
Ora si sà che rimane sempre qualcuno che pratica i culti, bè queste sono le Streghe del Medioevo, da li si tramada la Stregoneria ed il Paganesino, che via via si è orrotto diventando cristiano ma matenedo nomi atti a generalizzare le Vecchie Culture Dell' Olimpo. Matenedo cioè la fede cristiana ma i riti Antichi. Quindi come Vi dicevo Un po Qua ed un po La."

La cosa che, più di altre, impone una seria meditazione è senz'altro l'abbondante e libertino uso delle maiuscole che appare nel testo; tuttavia, maiuscole a parte, occorre anche riflettere sulla profonda ignoranza dei fatti storici che trasuda copiosa da ogni affermazione fatta. Una cattiva scuola, una scuola mal frequentata o mal insegnata, o mal seguita, può essere dunque propedeutica al satanismo? A leggere cotanta vergogna parrebbe proprio di sì.
Gli autori del sito, tra una apologia del nazismo e un attacco ai credenti, tra una sciocchezza e l'altra, si preoccupano gtuttavia e in modo puntuale di rendere noto al lettore che le 'Chiavi di Distruzione', dettate da Satana/Lucifero in persona, sono soggette al diritto d'autore:
"© Copyright 2005, Joy of Satan Ministries; Library of Congress Number: 12-16457"
Eh già, Satana non è mica fesso.

Altro bignami della sataneria è "La Gioia di Satana"
http://www.freewebs.com/itajos/
Versione italica di un omonimo sito anglofono.
Dal Copyright, messo subito in bella mostra, si scopre che questo è parente stretto del primo, anzi, sembra esserne addirittura il genitore spirituale.
"© copyright 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, Joy of Satan Ministries; Library of Congress Number: 12-16457"

Anche qui si è intrattenuti con amene spiegazioni su pressochè tutto lo scibile diabolico, perciò ne traiamo subito alcune perle:

"Sappiamo che Satana è il Vero Padre e Dio Creatore dell’umanità."
"Sappiamo che “Yaweh/Jehova” della bibbia è un’entità fittizia, a la gente che costringe a credere questa menzogna, è l’inganno dell’umanità e maestra di bugie. Ciò è evidente, nelle molte contraddizioni della Bibbia Giudeo/Cristiana, e rivela che questo testo fu opera di esseri umani che avevano conoscenze occulte, e in esso infusero il potere di essere credibile, e di suscitare paura, per ottenere controllo."
"Il Cristianesimo fu inventato per rimuovere le conoscenze spirituali ed occulte (i poteri della mente) dalla popolazione, e mettere questo potere nelle mani di pochi “scelti” per reprimere tutta l’umanità. I poteri della mente e dell’anima sono reali e concreti. La gente che non li conosce, o non ne è cosciente, è semplice da controllare e manipolare per coloro che hanno esperienza nell’uso di queste energie."

Sappiamo molte cose a quanto pare, tranne la storia, le dottrina cristiana e e quella ebraica.
Nel sito si insegna perfino il modo di vendere l'anima al diavolo, alla maniera del dottor Faust. Perchè dice l'autore:

"Quando un Satanista chiama l’Inferno, Satana, lui personalmente, solleva la cornetta al primo squillo."

Drrriinn!
Il continuo riferimento al cristianesimo, ma a un cristianesimo fittizio, di fantasia, contro cui scagliarsi in modo maniacale, dimostra la totale dipendenza del satanismo dal suo contrario. E il satanismo si mostra pure balbettante, incerto, deficiente, rispetto alla cultura che lo ha generato quale suo prodotto di scarto.
Dai due siti esaminati emerge ancora una volta che il satanismo è, e dimostra di essere, nient'altro che una reazione patologica alla cultura cristiana, una patologia da rigetto. Nonchè una sottocultura metropolitana priva di radici profonde, nulla di più che un'invenzione tardoromantica in via di costante degenerazione.

Luciano Violante e l'apologia di Lilith

Luciano Violante, ex magistrato ed esponente di spicco del comunismo italiano, ha scritto e pubblicato per i tipi della PM editore un racconto dedicato alla figura della dea Lilith. E' singolare un'apologia della nefasta divinità. Allo scopo di capire il senso di questa strana ed ambigua operazione letteraria pubblico di seguito la presentazione dell'editore.
Un’antica leggenda ebraica narra che Adamo ebbe una prima moglie, Lilith, che rifiutandosi di giacere sotto di lui e rivendicando l’uguaglianza («maschio e femmina li creò») fu maledetta per sempre da Dio. Questa misteriosa figura ha acceso per secoli l’immaginario di popoli e culture assumendo vesti diverse.
La copertina del libro
La copertina del libro
In questo racconto Lilith è un angelo guerriero al fianco del Signore; consiglia a Eva di lasciare l’Eden per aiutare Dio nella sua lotta contro il male: non si può restare nel giardino incorrotto, bisogna uscire e andare tra gli uomini dove il male prevale.
Per la sua trasgressione l’angelo sarà condannato da Dio a vivere sulla terra, come donna, ma fuori del tempo, in un immenso tragico presente. Nel suo peregrinare, Lilith incontrerà creature dolenti. Camminerà a fianco delle donne, condividendone fatica e sofferenze: le lapidate di Herat, le spose bambine di Peshawar. In una strada di Mosca ascolterà un vecchio sopravvissuto alla Kolyma. I reduci dai campi di sterminio nazisti e dalla guerra in Iraq le confideranno la solitudine del ritorno.
In questo viaggio, poetico e visionario, si racconta la caduta dell’Occidente e si riflette sulla fine della Storia con i suoi deliri di potere, le macchinazioni degli uomini, le colpe e le responsabilità, le vittime e i carnefici.
Lilith conosce il destino degli altri; ma le è ignoto il proprio. Tornerà al fianco del Signore solo se, alla fine del tempo, il male non prevarrà.

Magia: trappola per giovani


di Carlo Climati
Vengono da riviste di prestigiosi editori. Per i quali esiste una magia “buona”.
Ma è un inganno.
Nell'era della scienza e della razionalità, in cui si fa I di tutto per dimenticare Dio, si sta verificando un fenomeno curioso: il ritorno della magia e della superstizione.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mentre gli scienziati puntano alla conquista dello spazio, assistiamo al trionfo dell'esoterismo e della stregoneria, che sembrano affascinare sempre di più i giovani.
I ragazzi, da sempre, hanno nutrito una forte curiosità nei confronti del mondo del fantastico. Si tratta di un'attrazione del tutto normale, che fino a qualche anno fa non era motivo di preoccupazione. Nel campo della letteratura giovanile esistono molti ottimi autori che trattano argomenti magici, senza però indirizzare gli adolescenti su sentieri rischiosi. Pensiamo, ad esempio, alle belle opere di J.R.R. Tolkien.
Ultimamente, invece, l'interesse dei ragazzi per la magia viene utilizzato da certe riviste in modo discutibile, aprendo le porte ad un mondo pagano, dominato da comportamenti superstiziosi e da veri e propri rituali. È il caso del nuovo mensile della Disney, che si chiama “Witch” (in inglese, “strega”).
Questo giornalino, destinato principalmente ad un pubblico femminile di adolescenti, contiene uno strano tipo di Oroscopo, attraverso il quale le giovani vengono invitate a compiere dei veri e propri “riti” di magia.
Ecco che cosa dice “Witch” alle ragazzine nate sotto il segno del Capricorno: “L'animale che ti porta fortuna in questo periodo è la capra: tieni una sua foto (o un disegno) nello zaino e sarai decisa e irremovibile come lei”. Per l'Ariete: “È il mese ideale per le magie d'amore: il 13 scrivi su un foglietto rosso il nome del ragazzo che ti piace tantissimo. Tempo una settimana e la situazione migliorerà”. Lo Scorpione: “Dal 12 al 24 potresti sentirti particolarmente stanca: per riprendere energia, tieni un pizzico di artemisia nella scarpa destra”. Il Cancro: “Se hai un problema che ti assilla, tieni sotto il cuscino sette foglie di betulla e il primo giorno di luna crescente sognerai il modo migliore per affrontare e risolvere la situazione”.
Questi sono soltanto alcuni dei “rituali” proposti ai giovani dal mensile “Witch”. La Disney, purtroppo, non è nuova a questo tipo di argomenti. Un suo giornalino per bambini, “Minni and company”, regalò nell'ottobre 1995 “le carte magiche dell'I-King”, con una guida dettagliata all'uso di questo strumento di divinazione. Il testo diceva: “L'I-King è un libro antico di previsioni che i Cinesi tuttora consultano per conoscere il futuro. Per voi, amiche gentili, abbiamo trasformato i 64 capitoli del librane nelle 8 carte, piccole e preziose, pubblicate nella copertina e che risponderanno alle vostre domande”.
Oltre alla Disney, possiamo trovare temi esoterici in molte altre riviste per adolescenti. Un caso clamoroso è quello del popolare mensile “Top Girl”, che nel dicembre 2000 ha riportato in copertina la frase: “Testimonianza esclusiva: abbiamo scelto di essere streghe”.
All'interno del giornalino si può trovare un ampio articolo in cui due ragazze raccontano come è bello praticare la magia ed essere “in sintonia con l'universo”. Le due giovani dichiarano di seguire la religione “Wicca”, un nuovo culto dal sapore pagano che sta suscitando un certo interesse tra gli adolescenti.
La trappola che si cela dietro queste nuove mode esoteriche, pubblicizzate da alcune riviste per ragazzi, è chiara.
È l'invito a credere che esista una “magia buona”, una specie di “alleata” per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni. Una vita che, per molti giovani, è dominata dalla solitudine, dall'assenza di dialogo in famiglia, dalle difficoltà nella scuola o nei primi approcci con il mondo del lavoro.
Quando si è soli, è molto facile essere vittime della magia e della superstizione. Ci si attacca a tutto, anche ad un amuleto o alla lettura delle carte.
Inoltre, certi meccanismi sono profondamente diseducativi perché rappresentano il trionfo della cultura del non-impegno e del “voglio tutto e subito, senza sforzarmi”.
Invece di lottare per conquistare un obiettivo, si sceglie la strada del rito magico o dell'amuleto, con l'illusione che possa cambiare la vita in quattro e quattr'otto. C'è, poi, il rischio di creare tra i giovani una vera e propria “mentalità esoterica”.
Una specie di “schiavitù”. di dipendenza dalla magia. Oggi, tramite certi giornalini, i ragazzi apprendono i piccoli rituali della capra e del foglietto rosso. Domani, forse, si rivolgeranno ad un mago o a un cartomante per risolvere i propri problemi.
Tutto questo accade in un'era in cui si vogliono togliere i crocifissi dalle pareti delle scuole, nel nome del “rispetto” e della “tolleranza”. Così, quel vuoto sul muro viene colmato dai nuovi “maestri” della stregoneria e della superstizione.

“Tutte le pratiche di magia e di stregonerìa con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all'intervento dei demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli...”.
(Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2117).

BIBLIOGRAFIA
Carlo Climati, I giovani e l'esoterismo. Magia, satanismo e occultismo: l'inganno del fuoco che non brucia, Paoline, Milano 2001.
Massimo Introvigne, Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici, dallo spiritismo al satanismo. Sugarco, Carnago (VA) 1990.

Vampirismo cannibalismo ed eucarestia

Dalla pagina web http://lescienzecriminologicheinvestigativeforensi.myblog.it/vampiri-vampiristi-e-cannibali/
scritta a proposito del cannibalismo e del vampirismo moderni, traggo un concetto sul quale desidero soffermarmi un istante.

Lo scritto recita: 
 Consumare il corpo ed il sangue di un dio è un rito ultramillennario. Lo stesso sacramento cristiano dell’eucarestia ha una forte connotazione di cannibalismo. Delle sacre scritture in ogni funzione religiosa vengono riportati i passi in cui Gesù Cristo invita i suoi discepoli a bere il suo sangue ed a cibarsi della sua carne. Nei riti antichi, con lo scopo di perpetrare l’esistenza del defunto più amato, c’era l’usanza di spartirne il corpo tra tutti i membri della comunità. Ed in alcune tribù amazzoniche ancor oggi è molto diffuso questo tipo di cannibalismo che non risponde alle esigenze alimentari ma solo a quelle di tipo magico e religioso.
Ora, mi sento in dovere di correggere il tiro dell'autore. Il sacramento dell'eucarestia ha in verità una connotazione piuttosto anticannibalistica e antivampiristica a ben guardare. Mi spiego.
Innanzitutto le materie concrete di cui si parla nell'eucarestia sono, con tutta evidenza, il pane e il vino. Ciò non è secondario. Nel rito eucaristico la 'carne' non è 'carne umana' ma è semplice pane azzimo e il 'sangue' non è 'sangue umano' ma è vino.
E' ampiamente negata dunque la necessità di cibarsi ritualmente di carne e di sangue realmente concretamente umani. La negazione passa attraverso una sostituzione radicale della materia, una sostituzione che non lascia dubbi poichè, a confermare ancor più lo spirito della cosa, è da notare che neppure di carne e di sangue di origine animale si tratta: nemmeno un agnello è sacrificato nel rito cristiano. L'Agnus Dei è nella realtà concreta e materiale un 'frutto della terra e del lavoro dell'uomo'.
Poi mi sento di asserire che non si tratta di antropofagia neppure dal punto di vista simbolico, poichè, se è vero che non vengono consumati il corpo e il sangue dell'uomo Gesù di Nazaret, cosa evidentemente impossibile, nè quelli di altri esseri umani, e se è vero che carne e sangue sono sostituiti da pane e vino, è vero infine che il cristiano si ciba della natura divina del Cristo, presente nelle specie eucaristiche, ma per questo non di 'antropofagia' si deve parlare, bensì di 'teofagia'. O alla meglio di spiritofagia, ritenendo presenti nell'eucarestia le due nature spirituali del Cristo. E dunque cristiani sono teofagi o spiritofagi, e non antropofagi. E la teofagia cristiana passa attraverso il consumo del pane e del vino. Ogni accostamento del rito cristiano al cannibalismo e al vampirismo non è che una grossolana deformazione ottica.

Halloween! di Gianfranco Amato

di Gianfranco Amato

Halloween è tutt’altro che un’innocua festicciola per bambini. ... Profondamente radicata nel paganesimo e nel satanismo, continua ad essere una pericolosa forma di idolatria demoniaca.

Trae origine da un’antichissima celebrazione celtica diffusa nelle isole britanniche e nel nord della Francia, con cui i pagani adoravano una delle loro divinità, chiamata Samhain, Signore della morte. Era considerata una delle feste più importanti, e dava inizio al capodanno celtico. La notte del 31 ottobre in onore del sanguinario dio della morte, veniva realizzato, sopra un’altura, un enorme falò utilizzando rami di quercia, albero ritenuto sacro, sul quale venivano bruciati sacrifici costituiti da cibo, animali e persino esseri umani.
Di quest’ultima crudele e sanguinaria usanza ne dà testimonianza lo stesso Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico (libro VI, 16), così come Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (XXX, 13), in cui parla di «riti mostruosi», e Tacito nei suoi Annales (XIV, 30), che definisce i sacrifici umani praticati dai druidi come «culti barbarici».
I Celti ritenevano che Samhain, in risposta alle offerte di tali olocausti, autorizzasse le anime dei morti a ritornare alle proprie case in quel giorno di festa. Per questo motivo i pagani nordici ritenevano che fredde e oscure creature riempissero la notte vagando e mendicando tra i vivi. E’ da tale credenza, peraltro, che deriva l’uso odierno di girovagare nel buio, la notte di Halloween, vestiti in costumi che imitano fantasmi, streghe, elfi, e creature demoniache.

Anche la celebre espressione “trick or treat”, tradotta con l’innocente “scherzetto o dolcetto”, è parte dell’antico cerimoniale pagano. Venivano chieste offerte (“treat”) sotto la minaccia dell’ira di Samhain, e della sua maledizione divina (“trick”), in caso di rifiuto. «Offrite sacrifici a Samhain, o subirete i suoi castighi», questo si continua inconsciamente a chiedere, oggi, con l’apparentemente scherzoso “trick or treat”.
L’usanza di chiedere offerte al dio della morte diventava, in passato, anche un metodo per identificare i cristiani che si rifiutavano di onorare la divinità pagana, e che per questo subivano, a volte, odiose ritorsioni.
Per comprendere quanto la Chiesa, fin dall’inizio dell’evangelizzazione dei popoli celti, fosse preoccupata di quella pericolosa “solennità” pagana, basta considerare che la Festa di Ognissanti fu spostata, in Occidente, al primo novembre, con tanto di vigilia la notte precedente, proprio per contrastare il culto satanico di Samhain.

La cristianità conobbe, infatti, le prime forme di commemorazioni dei Santi già a partire dal IV secolo, in particolare nel giorno della Domenica successiva alla Pentecoste, usanza conservata fino ad oggi dalla Chiesa Ortodossa d’Oriente.
Nell’Occidente, come si è detto, la data fu spostata al primo novembre per farla coincidere con la celebrazione in onore del dio celtico della morte, a seguito delle pressanti richieste che provenivano dal mondo monastico irlandese.
La prima traccia di questa posticipazione è rinvenibile in un atto di Papa Gregorio III (731-741), che fissava appunto nel 1° novembre l’anniversario della consacrazione di una cappella in San Pietro dedicata alle reliquie «dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo».
Fu il successore Gregorio IV ad estendere e rendere obbligatoria la data della celebrazione a tutta la cristianità. In Francia, in particolare, ciò avvenne grazie ad un decreto di Luigi il Pio, emanato nell’ 835, «su istanza di Papa Gregorio IV, con il consenso di tutti i vescovi».
Nella Britannia del VIII-IX secolo, quindi, il giorno dedicato dai pagani al dio della morte, era per i cristiani occasione per onorare i Santi, partecipando alla veglia di preghiera la sera del 31 ottobre, ed alla Santa Messa il giorno successivo.
E’ da qui che deriva il termine Halloween. L’etimo si radica, infatti, nell’antica espressione inglese Hallow E’en, ovvero notte di commemorazione di tutti coloro che sono stati “hallowed”, santificati. I pochi che rimasero ancorati alle tradizioni pagane reagirono al tentativo della Chiesa di soppiantare la celebrazione in onore di Samhain, mantenendone il culto e cercando di incrementarlo. Nell’alto medioevo la notte di Halloween divenne simbolicamente la festa principale della stregoneria e del mondo occulto. In quel contesto avvenivano, tra l’altro, forme particolari di sacrilegio nei confronti di oggetti sacri, e l’utilizzo degli scheletri (oggi rappresentati da maschere) costituiva una forma di dileggio delle Sacre Reliquie.
Per il moderno satanismo, Halloween continua ad essere una festa privilegiata. E’ uno dei quattro sabba delle streghe, delle quattro grandi “solennità” coincidenti con alcune delle principali festività pagane e dell’antica stregoneria.

La prima e più importante è, appunto, quella di Halloween, considerata il Capodanno magico. La seconda “solennità” è quella di Candlemass, che si celebra la notte tra il 1° e il 2 febbraio ed è considerata la Primavera magica (per i cristiani è la ricorrenza della Presentazione del Bambino Gesù al tempio, chiamata anche popolarmente “Festa della Candelora”). La terza “solennità” è quella di Beltane, che si festeggia nella notte tra il 30 aprile ed il 1° maggio, chiamata anche la notte di Valpurga, e segna l’inizio dell’Estate magica. La quarta “solennità” è quella di San Giovanni Battista, che si svolge la notte tra il 23 e 24 giugno, ed è particolarmente attesa per mettere in atto malefici di malattia e di morte. Com’è facile notare sono tutte celebrazioni notturne che si svolgono nel buio e nell’oscurità, a conferma della definizione evangelica di Satana come Principe delle Tenebre, e dei suoi seguaci come Figli delle Tenebre.
Da un punto di vista cristiano, la partecipazione a tali pratiche, a qualunque livello (anche quello apparentemente inoffensivo di una banale festa), deve considerarsi una pericolosa forma d’idolatria. Come deve considerarsi una forma pagana di superstizione quella di illuminare una zucca vuota fuori dalla porta per scacciare demoni e fantasmi.
Sorprende la sottovalutazione fatta oggi anche da molti credenti – a volte preda di una forma di ebetismo consumistico – circa l’origine ed il significato della festa pagana e satanica di Halloween. Ma non sorprende che dalla Chiesa continuino a levarsi voci rivolte ad ammonire e mettere in guardia circa i rischi dell’inganno demoniaco che tale ricorrenza nasconde.
Mi ha particolarmente colpito, l’anno scorso, l’iniziativa di una marcia proprio contro i festeggiamenti di Halloween svoltasi a Massa Carrara e promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata dal compianto don Oreste Benzi, iniziativa cui non ha fatto mancare propria fattiva partecipazione l’allora vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Eugenio Binini.
La comunità di don Benzi, in quell’occasione, non ha usato mezze parole per denunciare i pericoli della cosiddetta notte delle streghe: «Il fenomeno che viene esaltato il 31 ottobre è un grande rituale satanico. Facciamo appello al mondo cattolico perché non promuova in nessun modo questa ricorrenza che inneggia al macabro e all’orrore. Sappiano tutti i genitori e tutti coloro che credono nei valori della vita, che la festa di Halloween è l’adorazione di Satana che avviene anche in modo subdolo attraverso la parvenza di feste e di giochi per giovani e bambini.

Il sistema imposto di Halloween proviene da una cultura esoterico-satanica in cui si porta la collettività a compiere rituali di stregoneria, spiritismo, satanismo che possono anche sfociare, in alcune sette, in sacrifici rituali, rapimenti e violenze.
Halloween è per i satanisti il giorno più magico dell’anno e in queste notti si moltiplicano i rituali satanici come le messe nere, le iniziazioni magico-esoteriche e l’avvio allo spiritismo e stregoneria.
Attenzione agli educatori e responsabili della società affinché scoraggino i ragazzi a partecipare ad incontri sconosciuti, ambigui o addirittura ad alto rischio perché segreti o riservati».
Sempre a proposito di Halloween, monsignor Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia, ha ricordato che «si tratta di una consuetudine nettamente pagana», e che «naturalmente un vero cristiano non potrà mai dare il suo assenso a tutto questo, soprattutto per il fatto che di carnevalate oscene ve ne sono a iosa, cui vanno aggiunte le veglie sataniche mascherate proposte da alcuni gruppi, purtroppo abbastanza diffusi anche nei nostri ambienti».
Quest’ultimo punto dell’osservazione di mons. Grillo merita di essere sottolineato, poiché non sono infrequenti – ahimè – le occasioni in cui si ha modo di verificarne la fondatezza.
E’ accaduto anche a me quando ho appreso del caso di un giovane sacerdote, coadiutore di un anziano parroco, che aveva autorizzato l’uso della sala oratoriale per la celebrazione della festa di Halloween. Con tanto di locandine e volantini. Alle legittime recriminazioni di un genitore, il giovane coadiutore, infastidito per l’osservazione, ha tenuto a precisare che la magia esiste solo nel mondo della fantasia dei bimbi, che i ragazzi cattolici non debbono isolarsi ma condividere le occasioni di divertimento con i loro coetanei, che la Chiesa, in passato, ha già sbagliato dando la caccia a streghe inesistenti, e che la concezione antropomorfa del demonio appartiene alla tradizione preconciliare.
Sappiamo già che da alcuni giovani (e inesperti) preti non si può pretendere più di tanto.
Ma credo si possa almeno esigere che conoscano un pochino le Sacre Scritture.
Se quel neosacerdote avesse dato una ripassatina alla Bibbia, avrebbe avuto modo di leggere
che non è opportuno per i cristiani frequentare i pagani e assistere ai loro riti, poiché non può esservi unione tra la luce e le tenebre (2 Corinzi, 6,14),
che i libri di arti occulte vanno bruciati (Atti, 19,19),
che non si deve partecipare alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannarle apertamente (Efesini, 5,11-12),
che idolatria e stregoneria sono opere della carne (Galati, 5,20),
che bisogna separarsi da «chi esercita la divinazione, il sortilegio, l’augurio o la magia; da chi fa incantesimi, da chi consulta gli spiriti o gli indovini, e da chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore» (Deut. 18, 10-12).
Più chiaro di così.

Gianfranco Amato

Halloween? E diciamola tutta!

Ma infine diciamola tutta. A difesa della loro festa preferita i sostenitori di Halloween sventolano blasoni di antichità, di tradizione, di... celticità, che non sono altro che blasoni di plastica.

Samhain era un'antica festività celtica, paganamente sacra, spesso cruenta per i sacrifici, anche umani, che vi si tenevano in onore delle divinità e dei defunti; era una "larva" residuale, probabilmente, di riti magico-religiosi più antichi, preistorici, nei quali era incluso talvolta il cannibalismo e, sempre, l'uso delle teste umane, vere o simulate, come trofei e feticci da venerare.
Con samhain è abbastanza pacifico che si celebrasse il raccolto, la fine dell'anno campestre e l'entrata del sole nell'inverno, il "regno dei morti".

Questo il contenuto magico e religioso che, secondo un luogo comune assai diffuso, sarebbe transitato da samhain ad halloween. Questa l'eredità che farebbe di halloween la versione moderna, riveduta e corretta, dell'antica samhain celtica.
Tale presunta derivazione filologica di una festa dall'altra fa di halloween l'appuntamento più popolare ed amato dai moderni celtofili neopagani.
Ma che c'è di vero in tutto questo?

Proviamo a dare un'occhiata disincantata alla halloween moderna, vediamola così come essa concretamente si presenta e va in scena ogni anno nelle nostre contrade: grandi e piccini si mascherano da morti, da streghe, da cadaveri, da vampiri e formano un esercito di zombie e di fantasmi intenti a bagordare, a dispensare qua e là scherzetti più o meno sgradevoli e sgraditi, un esercito di festanti che non mostra cura dei sentimenti che altri possono provare alla vigilia del 'dì dei morti'.

Insomma Halloween è un carnevale d'autunno, macabro, inquietante, in cui piccole forme di ricatto ("dolcetto o scherzetto!"), insegnano a più giovani l'arte allegra dell'estorsione; vi si tengono feste danzanti in discoteca condite di vari abusi, d'alcol e di altre amenità, con finte ragnatele appese alle pareti e zucche di plastica, teschi e mostri dappertutto...
E come non mancano il cibo, l'alcol e le droghe, non mancano neppure, per i più esaltati, i riti magici, le suggestioni stregonesche, le introduzioni allo spiritismo da baraccone, e altre fesserie, buone per stimolare l'adrenalina.

Dovrebbe sorgere spontanea una domanda: che cosa centra halloween, la halloween di cui parliamo, con la celtica samain? E' davvero la nostra halloween l'erede diretta dei riti pagani di samhain?
E' più che evidente che per la loro fuzione sacrale e rituale sono le feste cristiane di Ognissanti e dei Defunti le vere eredi di samhain. Il carattere sacrale e religioso è addirittura aumentato col passaggio alla versione cristiana. E' altrettanto evidente che nè la tradizione pagana più autentica, nè la sua erede cristiana sono rispettate e presenti nella festaccia deviante di halloween.

Halloween più che una festa radicata e tradizionale è l'ennesima bufala del consumismo, ed è più vicina allo spiritismo ottocentesco della Blavatsky che non ai celti, più vicina al castello di Disneyland che non al mistero della morte. Vale davvero la pena di difendere una festa così?

Drudismi di plastica con scritto di C. Gatto Trocchi

La moda dei celti e dei druidi non demorde. Ad Ognissanti ne abbiamo fatto un’indigestione a forza di presunte tradizioni “pagane“ e feste celtiche. Si tira fuori Samaini e si ripete senza documentazione  che il cristianesimo avrebbe trasformato questa festa in “Ognissanti”. In realtà la festa è stata organizzata nell’Ottocento sulla spinta della moda horror.
Samain o Samuin è il nome di un mese che corrisponde più o meno a Novembre: la festa è citata ma non descritta per la prima volta in un testo irlandese detto prosaicamente La mucca grigia del 1100.
 Sappiamo molto poco dei celti, che non scrivevano, né leggevano. I druidi bevevano birra mista a miele ed allucinogeni, e poi dicevano di sapersi  trasformare negli animali della foresta. In realtà i celti sono stati scelti per diffondere una mitologia di cui occorre scoprire le origini.
Furono tutti riesumati nel fatidico anno 1717, lo stesso della fondazione della Massoneria. Apparve allora il primo Ordine dei Druidi, creato nella stessa taverna in cui si fondò la Grande Loggia Madre, nell’Apple Tree Pub. La moda della magia celtica cominciò a farsi strada. Da allora in poi vi fu una pioggia di finte leggende, si riesumarono miti su Mago Merlino, Stonehenge, il potere magico dei calderoni e del Graal e ogni sorta di falso storico. Le sette dei druidi si diffusero e oggi godono di discreto successo. Intanto il poeta Macpherson inventava un ipotetico bardo di cui pubblicò I canti di Ossian. Si trattò di un falso clamoroso subito smentito da letterati e filologi.
Il neo-paganesimo celtico è votato esplicitamente a combattere la tradizione greco-romana e il cristianesimo. Lo scopo finale è la restaurazione delle dottrine, del paganesimo e della stregoneria chiamata “l’antica religione”. E’ l’alternativa più radicale al cattolicesimo. Attraverso tali sette, la moda dei celti sta diventando un culto. La falsa mitologia vive e si rafforza nello spazio virtuale di Internet. Vi sono centinaia di siti che propongono megaliti illuminati dalla luna, pentoloni ribollenti, druidi dalla folta barba stile Asterix, falcetti per il vischio e centinaia di modi per vedere il futuro.
Per entrare nel misterioso santuario di Stonehenge basta digitare il sito “Druid’s Grove” e poi evocare i poteri delle divinità celtiche e accedere al sapere segreto.
I siti propongono una mitica storia della religione celtica, magia, leggende e racconti propinati come autentici e tutte le procedure inventate su Samain.
Si insegna agli adepti che i malvagi cristiani negli ultimi secoli dell’Impero Romano distrussero deliberatamente i segreti dei druidi, privando l’umanità dei poteri magici. I segreti si mantennero nel folto delle foreste e passarono di bocca in bocca, sotto il velame delle favole con lupi parlanti, orsi bonari e fate potenti. Per fortuna oggi si può operare on line e tentare vari riti per trasformarsi in cervi (con tutte le corna) come l’antico dio Cernunnus. I riti vengono svelati a pagamento con musica gaelica, invocazioni a divinità dai nomi impronunziabili e purtroppo assunzioni di misture a base di droghe. Il sito “Druid Fantasy” vende allucinogeni di vario tipo, capaci di far volare come le antiche streghe sul gandus, il bastone magico, diventato mestamente una scopa.
Il sito “Alleanza celtica” è italiano e si propone di ricostruire l’antico paganesimo e premette in modo assolutamente ermetico di “non avere nulla a che fare con le vicende negative”. A che cosa veramente si riferiscono questi druidi di Pinerolo? Forse ai sacrifici umani descritti da Giulio Cesare?
 Tutti gli storici seri affermano che mentre i greci accennano ai celti (detti anche galati), la fonte più autorevole resta il De bello gallico. (Vedi: Alexander Demandt. I Celti. Bologna, il Mulino, 2003. T. G. Powell. I Celti. Milano, il Saggiatore, 1996. Jan Filip. I Celti. Roma, Newton & Compton, 1995).
 Caio Giulio Cesare descrive usi, costumi e pratiche del popolo che romanizzò al punto di far eleggere Senatori i capi delle tribù alleate, gesto di una tale magnanimità che va attentamente considerato. Sarebbe come se il Presidente degli Stati Uniti avesse mandato alla fine del 1945, senatori giapponesi al Congresso…
Cesare riferisce che i celti avevano degli enormi manichini di vimini intrecciati che riempivano di uomini vivi. Poi appiccavano il fuoco e gli sventurati morivano tra le fiamme (De bello gallico, VI, 16). Per il dio Teutates si annegava la vittima in una botte di birra, mentre Esus – Marte gradiva che l’immolato fosse appeso ad un albero, ferito e lasciato dissanguare. Molto apprezzate dal dio Taranis erano le teste mozzate, disposte a cerchio sulle palizzate dei suoi templi di legno. Anche trenta vittime venivano decapitate all’occorrenza. I cari druidi vaticinavano il futuro dal modo con cui cadeva il corpo della vittima, dalle convulsioni e dagli spasmi dell’agonia, dal colare del sangue. Se devo identificarmi con qualche persona indoeuropea, preferisco le Vestali!!
L’Imperatore Tiberio che non era certo una mammoletta bensì un soldataccio cresciuto negli accampamenti militari, disgustato dal persistere dei sacrifici umani, sciolse la confraternita dei druidi. Ma la gente comune non se ne dolse, ben felice di adottare la lex romana che almeno tutelava qualche diritto. L’Imperatore Claudio concesse a tutti i galli la possibilità di seguire il cursus honorum, la carriera magistrale. Da allora essi furono tutti romanizzati e strenui difensori dell’impero. La valorosa Legio britannica  composta rigorosamente da celti, difese Roma in varie province: Traiano la immortalò nella Colonna.
Ma ad opera dell’esoterismo massonico i druidi sono di nuovo tra noi.
Tra le sette più attive oggi potete scegliere una vasta gamma di opzioni. C’è la Confraternita dei Druidi , Bardi e Ovati, la Chiesa Celtica Riformata, e gli attivissimi Missionari Celtici. C’è poi il gran druida Isaac Bonewits della Comunità neo-pagana collegato con “La voce delle Streghe” e con la Wicca, la più grande associazione di neo-stregoneria, neo-paganesimo e magia celtica, gruppo che ho conosciuto da vicino. Pagando 150 sterline, fui dichiarata Veleda (druida) a tutti gli effetti, durante un cerimoniale neo-pagano ad Hampstead. Il tempietto era colmo di simboli celtici e il gran druida di turno, un panciuto reduce del movimento di contestazione del 68, aveva in testa l’elmo con le corna e armeggiava con un falcetto d’argento. Era femminista, si abbuffava di carne di cinghiale che per lui “era considerata veicolo di immortalità”. Credeva nelle magie, metamorfosi, pietrificazioni e voli notturni sulla scopa, purché alimentati da tè verde alla marijuana. Lascio giudicare dal buon senso di ognuno.
Eppure i druidi servono, servono ad attaccare la tradizione greco-romana e cristiana, a far circolare false idee sulla magia, a proporre allucinogeni, ad allontanare dalla realtà per introdurre i giovani in un mondo di illusioni e di menzogne condivise. Vorrei che ogni persona scegliesse le sue opzioni a ragione veduta, conoscendone i significati e le origini: siate druidi, ma sappiate che cosa significa. Mi rendo conto, si parva licet, che stimolare la coscienza razionale era la velleità di Socrate, cosa che lo portò diritto alla cicuta. Ma siamo in ballo, balliamo. Non le finte danze celtiche inventate nell’800, ma il saltarello romano, erede dei sacerdoti Salii, e celebriamo le nostre feste: chi vuol esser lieto, sia! Uniquique suum.

Cecilia Gatto Trocchi 
 antropologa , scrittrice e docente di antropologia culturale presso le Università di Chieti, Perugia e – nell'ultima parte della sua vita – alla Sapienza e Roma Tre. Di quest'ultima è stata anche direttrice dell'Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici.

Halloween: piccole dolci estorsioni

Piccoli estorsori crescono.
Dover pagare il cosiddetto 'pizzo' o, in generale, dover subire un’estorsione è una cosa a dir poco spiacevole. Lo è per tutti. Vorremmo noi incentivare, incoraggiare, presso le giovani generazioni un uso tanto abbietto qual è quello del ricatto, o quello dell’estorsione? No di certo! Noi tutti persone civili, onesti cittadini, esecriamo, almeno a parole, l’infame reato dell’estorsione.

Ma riflettiamo un momento. L’estorsione consiste nella violenza, o nella minaccia di essa, usata dal reo come mezzo per costringere la vittima a fare qualcosa che lui non vorrebbe e in particolare a costrigerlo a dare al reo un certo bene pur di evitare il danno minacciato.
Si tratta di un ricatto insomma, che suona più o meno così: “o tu, vittima, mi dai ciò che io ti chiedo o io ti faccio qualcosa che non ti piacerà”.

Non è importante per il principio se l’entità del danno minacciato sia grande o piccola e non è importante nemmeno se sia grande o piccolo il bene preteso dall’estorsore. La nozione del comportamento criminoso non cambia. Non è importante tutto ciò, soprattutto per l’educatore, il quale, se è un buon educatore, presta attenzione più ai principii sottesi e alle pratiche attuate che non ai risultati immediati di essi. L’educatore sa che il diavolo si nasconde nei particolari, che le sequoie giganti nascono da piccoli semi.
Che cosa succede quando ad halloween tanti pacifici bimbetti, allegramente suonando alle porte dei vicini, ben paludati di macabri travestimenti (da mostri, diavoli e cadaveri) gioiosamente pigolano: “Dolcetto o scherzetto!”? Che succede in realtà? Succede che sotto il naso degli adulti essi provano degli innocui embrioni di estorsione e di ricatto: “o tu mi dai il bene, (ma piccolo: il dolcetto) o io ti faccio una cosa sgradita (ma piccola: lo scherzetto)”. Se il bene preteso è preteso con grazia infantile, e se consiste in un semplice ed economico sacchetto di caramelle e di cioccolatini, in genere dato da tutti con buona disposizione, e se, infine, il danno minacciato si rivela non esser altro che un po’ di farina sparsa sul tappeto dell’ingresso, beh, la cosa non cambia poi tanto: i piccoli hanno provato lo stesso la scenetta dell’estorsione e del ricatto.
Da cosa nasce cosa, lasciate fare al tempo. Chissà, magari un giorno inventeremo una qualche ricorrenza, una festa, in cui sarà possibile allenare i piccini a fare giocose finte rapine o finti e giocosi stupri di bambolotti. Sempre tutto molto finto sempre molto piccolo e giocoso, perché, appunto, si tratta in fondo di un gioco e niente più. Poi si sa: da cosa nasce cosa.

  Estorsione (diritto penale)
Commette tale reato chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno (art. 629 c.p.).Oggetto specifico della tutela penale nel reato di estorsione è l'inviolabilità del patrimonio e la libertà individuale contro fatti di coercizione commessi per costringere altri a fare o ad omettere qualche cosa per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.La condotta consiste nella violenza o minaccia usata dall'agente come mezzo per costringere la vittima a tenere un determinato comportamento o a indurlo ad un atto di disposizione patrimoniale che determini un ingiusto profitto. A differenza della violenza privata, la condotta è finalizzata a indurre la vittima a fare od omettere qualcosa, non a tollerare. Tale esclusione si giustifica con la necessità di distinguere meglio il reato in esame da quello di rapina, in cui la vittima è costretta a tollerare la sottrazione.Il delitto è aggravato se ricorrono alcune circostanze previste per il reato di rapina (art. 628, co. 3 . c.p.).Pena: reclusione da 5 a 10 anni e multa da euro 516 a euro 2.065 per il reato semplice; reclusione da 6 a 20 anni e multa da euro 1.032 a euro 3.098 per il reato aggravato.

Maddalena, Ipazia, Marozia e la laica inquisizione

I cristiani sono la causa prima dei mali del mondo: sembra essere questo il dogma, il principio dottrinale fondante (e forse l'unico), che guida i molto solerti membri del tribunale della Laica Inquisizione. Rimuovere i cristiani e la loro becera credulità dal mondo dev'essere, per loro, un imperativo categorico, un obiettivo assolutamente irrinunciabile.
Ma non è facile eliminare i cristiani, ancor orri così poco odiati dalla gente, ancora così rispettati. Per poter giungere in occidente all'obbiettivo, cioè alla loro eliminazione fisica e reale, è ancora necessario preparare il terreno con un clima di odio diffuso contro di loro: il clima adatto alla persecuzione. E dunque bisogna per forza demonizzare i cristiani.
Così si capisce che ogni buon argomento contro i cristiani acquisti improvviso valore.
Ecco esplodere ad arte il caso dei preti pedofili (solo alcuni lo sono, ma si sa: colpevoli pochi colpevoli tutti) ed ecco le solite innumerevoli (mai quantificate) ricchezze del Vaticano, e le corruzioni, le debolezze, il "piove Vaticano ladro", e la comoda confusione fra chiesa e banca vaticana.
Il cinema, strumento eccezionale di propaganda delle logge e dei poteri occulti, cerca, riscopre, ripropone ed esalta (come solo il cinema, magica finzione, sa esaltare) le figure fantasiose, mitiche, storiche o fantastoriche migliori, più adatte a raccontare la congenita malvagità dei cristiani.
Riappare la Maddalena-amante-di-Gesù, la Maddalena dal ventre-graal, la mamma dei capetingi e vera capa della chiesa (mica poteva essere Pietro, no?), ed è la Maddalena di Dan Brown e del suo Codice da Vinci: un vero libro-film spazzatura diventato, più o meno come il reality del Grande Fratello, un best in entrambe le versioni.
Riappare Ipazia di Alessandria, matematica, 'sposa della verità' (sì, certo, la sua), inventrice dell’idroscopio, dell’astrolabio, del planisfero (pare non della moka), crudelmente assassinata secondo gli gnostici da quei feroci dei cristiani contro di lei aizzati dal terribile vescovo Cirillo. Ipazia che torna come testimone dell'accusa per il laico tribunale della laica inquisizione, che torna per accusare dal grande schermo Hollywoodiano i cristiani quali perversi sicari, quali assassini di lei, della scienza e della verità. Ipazia che torna sì, ma come personaggio, come attrice, come sceneggiatura, come 'verità' cineprocessuale, falsaverità costruita ad arte. Verità cinematografica in cui si omette forse di raccontare che i pochi testi di Ipazia rimasti sono stati salvati proprio da quegli oscurantisti dei cristiani, e che sono tuttoggi conservati, guardacaso in Vaticano. Verità cinematografica per la quale è necessario dimenticare che se nemmeno all'epoca del delitto vi furono dei testimoni nè vi furono condanne, è allora cosa certa che condannare oggi Cirillo e i cristiani in assenza di alcuna prova, altro non è che un inaccettabile pregiudizio, un abuso e un insulto sia per la ragione sia per il metodo storico scientifico.
Torna infine Marozia, al cinema s'intende: la Marozza, la Giovanna, cioè la papessa dei tarocchi. Un personaggio più fantastorico che altro; una prostituta d'alto bordo, l'amante di molti aristocratici romani (più che dei cardinali), una ruffiana faccendiera favorita nei suoi intrallazzi dall'epoca di disordini e di violenze, di crisi generale, che segnava l'Europa dell'alto medioevo. E' un'altra figurina buona insomma, buona per scandalizzare i creduloni, per ingrassare i luoghi comuni contro la chiesa, per sporcare, per gettare fango, per impolverare gli occhi di chi guarda. Insomma ecco il nuovo film concepito apposta per ferire prima la verità storica e poi la chiesa.
Ma chi ha insegnato l'arte della menzogna ai laici inquisitori di oggi? Gli illuministi alla Voltaire o soltanto il vecchio detto "Calunnia, calunnia qualche cosa resterà".

Il dialogo secondo Mohammed

L'ultima trovata dell'islam neo-italico è quella dei gruppi Face Book di dialogo fraterno fra cristiani e musulmani.
Vi sono infatti in questo social network diversi gruppi che sfoggiano titoli suggestivi e promettenti del tipo "Cristiani e Musulmani in dialogo sincero, libero ma fraterno !!! " o "ISLAM E CRISTIANESIMO : RELIGIONI DI AMORE !".
La prima impressione che si ha, dati i titoli, è buona, e si ha come la sensazione di essersi imbattuti in quei famosi maomettani moderati e dialoganti di cui si favoleggia da tempo. Purtroppo non è così: il musulmano dialogante e rispettoso resta ancora una volta un mito.
Entrando in questi gruppi e interagendo in essi ci è dato di scoprire, infatti, quel che sono veramente. Il loro scopo (fatte le dovute eccezioni) non è affatto quello di favorire il dialogo interreligioso, come si vorrebbe far credere, quanto piuttosto di propagandare il corano, e di far gioco così alla penetrazione islamica in occidente. I gestori dei gruppi, non a caso, sono rigorosamente musulmani (originari o convertiti) e, sempre non a caso, sulle bacheche campeggiano come bandiere abbondanti post filoislamici. Anche i "post in alto", quelli cioè messi in 'evidenza' permanente, sono riservati al corano o a temi che comunque inneggino alle supposte virtù e alle reputate verità dell'islam.
I cristiani che, pur di dialogare, si sono iscritti in questi gruppi si trovano subito in una condizione di assedio morale. Un assedio fatto di continue provocazioni, più o meno palesi, più o meno pesanti, più o meno sottili. "I vangeli e la bibbia sono dei testi manipolati (se non del tutto falsi)", dicono con ostantata sicurezza gli islamici nel gruppo, "sono privi di un autentico valore rivelatorio". "I cristiani sono sciocchi a non capirlo". "Solo il corano è un testo sacro autentico, l'unico che si possa reputare attendibile".
Con tali indimostrate affermazioni, fondate appunto sul corano, l'islamico vuol mettere fuori gioco tutta la scrittura giudaica e cristiana in un sol blocco, ignora la dottrina cristiana, nega la teologia della chiesa, e fa spazio al suo argomento. Per l'islamico il corano è uno tsunami che spazza via ogni cosa dall'orizzonte religioso. Dopo il corano non resta che il corano, solo il corano e nient'altro che il corano.
Va da sè che ogni fede che non sia conforme al corano non soltao è vana, ma è pure colpevole e fuorviante.
Il dialogo del titolo, si capisce, è nato morto.
Ecco perchè in questi gruppi di finto dialogo interreligioso i cristiani sono trattati da poveri ignoranti, e sono invitati ad "aprire gli occhi" e a credere al corano, e a smetterla di prestar fede alla chiesa e ai vangeli. Ecco perchè sono invitati ad abiurare la fede in Cristo (certo "senza abiurarla"), e, in definitiva, a convertirsi al'islam.
Data la resistenza dei cristiani alla conversione, essi sono, alla fine, trattati da ottusi e da "sviati miscredenti".
Ogni reazione dei cristiani alle offese subite suscita negli maomettani un'ancor maggiore indignazione: non solo i cristiani sono in errore, non solo perseverano in esso, ma osano perfino ribellarsi alla fraterna correzione che l'islam offre loro! E' inaudito!
Replicare all'islamico significa di per sè attaccare la sua"indiscutibile 'autorità'. Autorità che gli deriva dal fatto di essere un islamico, di avere ricevuto cioè il corano. Replicare all'islamico significa non riconoscere il suo mandato divino, e ciò è un peccato gravissimo.
Peggio si va se si sostengono cose quali la Trinità di Dio, o la morte e la resurrezione di Gesù Cristo! Fare tali asserzioni comporta per il cristiano di essere prima bonariamente corretto in nome della verità assoluta (il corano), poi, subito dopo, di essere rimpoverato e severamente ammonito in nome di Allah il misericordioso, e, infine, di essere tacciato di blasfemia, di satanismo e di stupidità.
Chi dovesse pretendere dai musulmani un minimo di rispetto sarà considerato ancor più provocatore e aggressore dell'islam, un bestemmiatore da cacciare senza riguardo. Dice l'islamico: «Se credi in Cristo sei stupido e dunque perchè ti offendi se ti dico che lo sei?»

Dal gruppo "ISLAM E CRISTIANESIMO : RELIGIONI DI AMORE !" ho tratto, a puro titolo esemplificativo, il post che segue. Un post fra tanti che però rende abbastanza bene l'idea di quale sia lo spirito che anima questi islamici dialoganti.

Abdel R. Jihad M.
«In verità Allah,ha inviato moltissimi Messaggeri,tutti con lo stesso identico Messaggio "Non c'è altro dio che Allah,adoratemi". In verità ogni uomo e donna sanno che la bibbia è libro altyerato nel corso dei secoli migliaia di volte ed oggi i cristiani non conoscono nemmeno il Nome proprio del messia Isa figlio di Maryam (Gesù figlio di Maria,lo chiamano in italia) dato che in Italia lo chiamano Gesù,in Inghilterra lo chiamano Jesus in Spagna lo chiamano Jesuscrist. Come possono delle creature definirsi credenti quando hanno perfino alterato il Nome Proprio di colui che chiamano Dio quando Egli lo ha rivelato a ll'umanità? Il Mio nome è M... R... in qualsiasi parte del Mondo se andassi in Cina sarebbe sempre M... R... e se mi chiamassero con un altro nome certamente non rispoinderei. Chi altera anche il Nome proprio può mai essere creduto? Certamente no che se altera il Nome certamente può alterare qualsiasi altra Parola di Dio essendo il Suo Nome Sua Parola avendolo Lui rivelato. Il Cristianesimo è il contrario della sottomissione,alterano i cristiani la Parola di Dio,e questo è un peccato enorme che solo i miscredenti possono compiere ignorandolo.
in verità il Vangelo fù rivelato al Messia Isa figlio di Maryam (Gesù figlio di Maryam) non certo a Giovanni (o come si chiamava) Matteo (o come si chiamava) Luca (o come si chiamava) Marco (o come si chiamava) che certamente non era italiano il loro nome. Avete alterato anche i Nomi Propri degli autori dei libri su cui basate la vostra fede e il destino della vostra anima quando non alterereste mai il nome di un assegno che ricevete anche se fosse di un solo euro. Io mi chiedo se mai riuflettete su ciò che dite,sarebbe saggio farlo,in sha Allah. Questo è un consiglio sincero fratelli in Adamo che vi dichiarate cristiani quando certamente chi adorare all'infuodi di Allah non si è mai dichiarato cristiano ma Musulmano,sottomesso ad Allah l'Unico degno di Lode a cui Isa e tutti i Profeti,pace su tutti loro,si sottomettevano prosternandosi con il viso a terra in adorazione di Colui che li ha inviati.
la Verità è chiara e l'errore evidente,chi è dotato di intelletto e desidera essere sincero si pente al proprio Signore in cui troverà perdono mentre chi insiste nella falsità e nella trasgressione ha scelto la propria perdizione in questa vita e nell'altra sarà nel Fuoco dove arderanno i bugiardi trasgressivi che voltavano le spalle quando gli veniva ricordata la verità provata e chiara. che Allah ci guidi sulla retta via indicata dai Profeti da Adamo fino a Muhammad,pace su tutti loro,amiin.»

Manco a dirlo il gruppo è condotto ancora una volta da un islamico, alla faccia dell'"islam religione di amore"....

leggere i vangeli

I vangeli non si contraddicono, se non in apparenza. In realtà vanno letti nella loro unità e complessità, non per segmenti separati.
Il messaggio complessivo si ricava solo da una lettura olistica, da una visione d'insieme.

Prendiamo il caso della cananea. Gesù il Messia è venuto solo per "le pecore perdute della casa di Israele" o è venuto per tutti?

"Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola." [Matteo 15,21-23]

Osserviamo in questo passo un Gesù in atteggiamento di apparente indifferenza, ed un silenzio che ci sorprende per la sua durezza. Perchè Gesù non risponde all'invocazione di una madre afflitta? Perchè questo silenzio così duro? Anche i discepoli sembrano sconcertati quando pregano Gesù di intervenire.

"Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». [Matteo 15,23-24]

Con questa risposta ferma e tagliente Gesù dà una conferma del suo mandato: Il Messia è venuto per Israele, perchè Dio è rimasto fedele al suo popolo. E' ai figli perduti della casa di Israele che il Messia è stato promesso, ed è a Israele che è stato inviato. Dio non ha dimenticato gli ebrei, la sua gente, il popolo che Egli si è scelto per primo.  Ma la chiarezza di Gesù rasenta ora la brutalità:

"Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini»." [Matteo 15,25-26]

Con una immagine così umiliante Gesù sembra aver chiuso ogni speranza alla povera donna. Certo la fedeltà di Dio per la casa di Israele è chiara e senza dubbi. Ma adesso la scena si caratterizza per un orizzonte cupo e pessimistico. Si è desolati nel guardare Dio essere così evidentemente duro, distaccato, distante, così indifferente al dolore di una povera donna e della sua figliola.
Forse ci siamo sbagliati, forse il Salvatore non è venuto per chi non è ebreo. Forse Dio non ama l'Umanità, ma solo una piccola parte di essa.
Ma no, ecco che subito le nuvole si diradano, si apre un orizzonte nuovo e straordinario. Davvero inatteso. Il Salvatore è per chiunque creda in Lui:
Dio, infatti, apre le braccia e accoglie, senza per questo tradire la sua fedeltà alla casa di Israele, i suoi "altri" figli. Tutta l'umanità perduta.
La salvezza dal demonio non è solo per i figli di Abramo, è per chiunque si affidi a Dio, contro ogni speranza. Lo si vede bene nel passo che segue.

«È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita. [Matteo 15,27-28]

La donna usando umiltà e pazienza, fa un atto di fede: "Gesù tu puoi aiutarmi e a te, per amore di mia figlia, io mi rivolgo umiliandomi per chiedere aiuto!"
Gesù spalanca allora il segreto del suo primo imbarazzante silenzio: "davvero grande è la tua fede!" Le dice. "Ora è certo che tu hai fede in me, che tu mi cerchi. E io ti libero dal tuo tormento."
Così è per chiunque si rivolga a Gesù: il diavolo sarà sconfitto ed egli sarà liberato per la sua fede. Gesù è per tutti. Dio apre le porte a tutti.

Così va letto ed inteso il vangelo, cercando nell'insieme il senso di ogni particolare.

"Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?"

"Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?"
Un capitolo del vangelo di Giovanni particolarmente importante per delineare la figura di Gesù Figlio di Dio.

Giovanni 14

1 «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; 3 quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. 4 E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».
5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». 6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». 8 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? 10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
12 In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. 13 Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16 Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. 21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
22 Gli disse Giuda, non l'Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». 23 Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
25 Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. 26 Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. 27 Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28 Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. 29 Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate. 30 Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me, 31 ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di qui».

"et verbum caro factum est": mythos e logos in Cristo


Il μύθος (mythos) è una narrazione
allegorica sacrale, è un racconto ordinatore e rappresentatore della realtà, che procede per immagini e per vicende, e che ha la tipica forma di una storia, anche elementare, sempre densa di senso e di funzione simbolica.
Il λόγος (logos) invece è un procedere razionale, "logico", è il dicorso ordinato, in altre parole è ciò che noi sempòificando chiamiamo "ragionamento".
Con il latino verbum è designata infine la "parola" in senso ampio, tanto ampio che si potrebbe applicare per indicare un insieme intimo e unitario di μύθος e di λόγος.
Gesù è il Logos incarnato?
L'evangelista Giovanni scrive:
ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν, καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος
[En archè en o lògos kài o lògos en pros ton theòn, kài theòs en o lògos]
[In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum]
[In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio]
[In principio era la Parola e la Parola era presso il Dio e la Parola era Dio]
Il greco λόγος è tradotto in latino col lemma Verbum che, a mio avviso, evitando una contrapposizione con il μύθος , consente di attribuire alla Parola di Dio un senso pieno e totale. Così che in Gesù non si trova incarnato il solo "ragionamento" divino, la "divina razionalità", ma anche il mito o, se preferiamo, il sogno di Dio. E in ciò si ha una completezza di senso e di significato che non pone limiti alla Parola di Dio, e non ne esclude alcun aspetto o risvolto possibile.
Gesù è dunque la Parola di Dio in senso pieno. In Gesù si incarna ogni razionalità ed ogni mito che sono propri di Dio.
Mentre, infatti, il dire dell'uomo rimane fantasmatico e immateriale se non è concretizzato dall'arte, che dal verbale lo trasforma in materiale, il dire di Dio si materializza diventando storia incarnata: un uomo chiamato Gesù di Nazaret e in seguito la sua chiesa.

Islam: un circolo vizioso della mente

Il problema nel rapportarsi criticamente e razionalmente con l'islam è, alla fin fine, sempre lo stesso: il corano attesta che Mohammed dice il vero e Mohammed attesta che il corano dice il vero. Non si esce da lì. Il Corano e Mohammed si attestano a vicenda, si legittimano l'un l'altro in un circolo vizioso.

Per uscire da questo giro senza senso sarebbe necessario un confronto aperto, magari con le scienze storiche, magari con i laici e (perchè no?) con la critica intellettuale di confessioni diverse da quella islamica.
I vangeli, infatti, come tutta la sacra scrittura giudaico-cristiana, sono oggetto di continue ricerche critiche e di discussioni di ogni tipo, senza riserve, da parecchio tempo.

Il Corano, al contrario, resta in ambito islamico tabù per ogni serio ricercatore. Il corano non è neppure tale se non è scritto in arabo, ed ogni critica storica o logica o teologica su di esso e su Mohammed non è ammessa dall'islam.
E dunque la discussione è destinata a a morire infruttuosa.

Il Libro Vivente disceso dal Cielo

L'islamico è convinto che ci sia un parallelo tra un libro santo chiamato Corano e un libro santo chiamato Vangelo, e un parallelo tra un profeta di Dio chiamato Mohammed e un profeta di Dio chiamato Gesù di Nazaret.
In realtà il vangelo per i cristiani non è affatto un libro santo calato dal cielo, ma è la Buona Notizia, cioè il messaggio di salvezza di Dio per l'uomo, che è rappresentato in forma di vicende, di gesti e parole, in forma di storia e di vita, e di insegnamenti spirituali.
In altre parole il vangelo è un uomo, è la vita stessa di quest'uomo, e l'uomo in questione è Gesù il Nazareno.
Gesù nel racconto della sua vita e delle sue parole si rivela essere il Figlio di Dio. Dunque il Libro santo disceso dal cielo immaginato nell'islam è in realtà per i cristiani il Pane vivo disceso dal Cielo, ed è l'uomo Gesù, il Dio-con-noi, il Dio-salva. Il Dio incarnato.

Chi è allora il profeta che presenta questo "libro vivente" agli uomini? Certo, è Gesù stesso il profeta che presenta la Parola di Dio, che si presenta agli uomini come come l'evangelo, la buona notizia, che si presenta come via verità e vita, ma c'è un uomo lo ha preceduto in questo: è l'ultimo degli annunciatori della sua venuta, l'ultimo dei profeti umani. E' Giovanni il battista, Giovanni il precursore, è Giovanni colui che annuncia la venuta del libro vivente, cioè di Gesù, è Giovanni che presenta il Figlio di Dio davanti agli uomini.
Se un islamico dunque cerca un parallelo con Mohamed nella vicenda cristiana questi non è il Cristo, ma è Giovanni. Se cerca invece un parallelo con il Corano allora, questo sì, è Gesù.

Gesù è il Figlio di Dio?

Gesù è davvero il Figlio di Dio?
Ecco una serie di passi della Scrittura che testimoniano che Gesù è il Figlio di Dio.

Matteo 4,3-6

Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane». 4 Ma egli rispose: «Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio
».
5 Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio 6 e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo,
ed essi ti sorreggeranno con le loro mani,
perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede
».

Matteo 8,29

[i demòni] Cominciarono a gridare: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».

Matteo 14,33

Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!».

Matteo 27,40-43

40 «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!». 41 Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: 42 «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. 43 Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!».

Marco 1,1

Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.

Marco 3,11

Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».

Marco 5,7

e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!».

Marco 14,61

Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?».

Marco 15,39

Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!».

Luca 1,32

Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre

Luca 3,38

figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.

Luca 4,3-9

3 Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane». 4 Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo». 5 Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: 6 «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. 7 Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». 8 Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». 9 Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù;

Luca 4,41

Da molti uscivano demòni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.

Luca 8,28

Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!».

Luca 22,70

Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono».

Giovanni 1,34

E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».

Giovanni 1,49

Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!».

Giovanni 3,17-18

17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

Giovanni 3,36

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui».

Giovanni 5,25

In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno.

Giovanni 10,36

a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio?

Giovanni 11,4

All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato».

Giovanni 11,27

Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

Giovanni 14,1-11

1 «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; 3 quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. 4 E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».
5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». 6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
8
 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? 10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.

Giovanni 19,7

Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».

Giovanni 20,31

Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Atti 9,20

e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio.

1Giovanni 3,8

Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo.

1Giovanni 4,9-10

9 In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. 10 In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

1Giovanni 4,15

Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.

1Giovanni 5,5

E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?

1Giovanni 5,9-13

9 Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore; e la testimonianza di Dio è quella che ha dato al suo Figlio. 10 Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha reso a suo Figlio. 11 E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. 12 Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.
13 Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

1Giovanni 5,20

Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna.

2Giovanni 3

grazia, misericordia e pace siano con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell'amore.

Romani 1,4

costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore.

Romani 1,9

Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi,

2Corinzi 1,19

Il Figlio di Dio, Gesù Cristo che abbiamo predicato tra voi, io, Silvano e Timoteo, non fu «sì» e «no», ma in lui c'è stato il «sì».

Galati 2,20

Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

Efesini 4,13

finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.

Ebrei 4,14

Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede.

Ebrei 6,6

Tuttavia se sono caduti, è impossibile rinnovarli una seconda volta portandoli alla conversione, dal momento che per loro conto crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all'infamia.

Ebrei 7,3

Egli è senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio e rimane sacerdote in eterno.

Ebrei 10,29

Di quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?

Gesù e Isa

"Colui che tu hai visto sull'albero, sereno e sorridente è il Gesù vivente. Ma colui al quale sono trafitti mani e piedi con chiodi,  costui è la sua parte corporea, cioè il suo sostituto esposto a vergogna: è colui che venne a sua somiglianza. Guarda a lui e a me" (Apocalisse di Pietro - 81).




Il Gesù dell’Islam

di GianFederico Tinti

E’ opportuno riassumere la posizione dell’Islam verso il “profeta Gesù”, per non cadere nell’illusione di condividere opinioni analoghe, data la somiglianza di alcuni  titoli cristologici attribuitigli dal Corano.
  Come abbiamo scritto, la storia di Maria è delicata e poetica: consacrata a Dio dai suoi genitori, vive in un tempio sotto la tutela di Zaccaria, e la sua vita è segnata da eventi fuori del comune. All’annunciazione  gli angeli le dicono:

 “O Maria Dio ti ha prescelta e ti ha purificata e ti ha eletta su tutte le donne del creato…Dio t’annunzia la buona novella d’una Parola che viene da lui. Il suo nome sarà il Cristo, Gesù figlio di Maria, eminente i questo mondo e nell’altro e uno dei più vicini a Dio” ( 3, 42,45).

 I racconti sulla nascita e sull’infanzia di Gesù riflettono le storie dei vangeli apocrifi, mentre la teologia coranica afferma di lui che ” non è altro che un Servo al quale noi (Allàh) concedemmo i nostri favori” (53,59), egli è “l’inviato di Allàh” (19,30); “Verbo fatto carne” (3,45); il Messia “confermato dallo Spirito Santo” (5,110) ; “un profeta” ( 19,30) come i suoi predecessori.

Per comprendere bene la figura di Gesù nella tradizione islamica, occorre riassumere la posizione dell’Islam rispetto alla divina rivelazione:

- esiste un unico Dio – Allàh – creatore che si manifesta agli uomini mediante una lunga serie di profeti, alcuni dei quali sono portatori di un libro sacro. I più recenti sono Mosè conla Torà, Davide con i Salmi, Gesù con il Vangelo.

 E ai profeti Noi (Allàh) facemmo seguire Gesù, figlio di Maria… e gli demmo il Vangelo pieno di retta guida e di luce…guida e ammonimento ai timorati di Dio” (5,46).

- A causa dell’incomprensione umana, dei peccati, i testi sacri vengono manipolati e perdono il loro contenuto originario, per cui, finita un’era, Dio invia un nuovo profeta.

- Il contenuto della Rivelazione è sempre lo stesso: occorre adorare l’unico Dio – Allàh – e obbedire alle sue disposizioni morali e cultuali – queste però mutevoli nel tempo-.

-I Profeti sono  messaggeri di Dio – Allàh – sono  servi del Signore, esseri prescelti e inviati, ma solo esseri umani, cui non va tributato alcun tipo di culto, ma soltanto obbedienza.

A questo punto si comprende la figura di Gesù nell’Islam: un uomo scelto da Dio, inviato con un libro – il Vangelo –, potente taumaturgo  per volere di Allàh, ma solo un uomo.
Chiarito questo, resta tuttavia un fatto sconcertante e misterioso: Gesù viene nominato tante volte nel sacro testo islamico e soprattutto gli vengono attribuiti una serie stupefacente di titoli cristologici, tali da distinguerlo realmente da tutti gli altri profeti.

I titoli di Gesù nel Corano

   Sicuramente, a differenza e con superiorità rispetto agli altri profeti, vengono attribuiti a Gesù titoli che riecheggiano quelli della rivelazione cristiana, ma che nel contesto assumono un significato molto diverso. Si può giustamente parlare di un “mistero coranico di Gesù”. Li elenchiamo:

- Gesù è la Parola di Dio  -
“O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Allah altro che la verità: Il Messia Gesù, figlio di Maria è un messaggero di Allah, la Sua parola, che Egli pose in Maria, una Spirito da Lui (proveniente). Credete dunque in Allàh e nei suoi messaggeri” (4, 171).

- Gesù è il Messia -
Il termine Messia, in arabo, significa “colui che smacchia, lava, pulisce…”, dunque Gesù ‘ci pulisce’ dai nostri peccati:
“Quando gli angeli dissero: ‘O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro, uno dei più vicini a Dio” (3,45).

- Gesù è nato da una vergine -
Il Corano attesta la nobiltà di Maria, la sua purezza, la sua verginità:
“Ella disse: “Come potrei avere un bambino, se mai un uomo mi ha toccata? Disse: “E’ così che Allah crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo ‘Sii? ed essa è (3,47).

- Gesù è la misericordia universale di Dio -
“Rispose: “E’ così. Il tuo Signore ha detto: “Ciò è facile per me… faremo di Lui (Gesù) un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. E’ cosa stabilita (19,21).

- Gesù segno per tutti i mondi -
“E (ricorda) colei che ha mantenuto la sua castità! insufflammo in essa del Nostro Spirito e facemmo di lei e di suo figlio un segno per i mondi (21,91).

- Gesù è la guida da obbedire –
” Quando Gesù portò le prove evidenti, disse: ‘Sono venuto a voi con la saggezza e per rendervi esplicite una parte delle cose su cui divergete. Temete Allah e obbeditemi‘” (43,63).

- Gesù è uomo perfetto, puro e senza peccato -
“Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro” (19,19).

Dunque, nel Corano si trovano ben otto attributi mediante i quali vengono designate la persona e l’opera di Gesù; certamente il messia non è sullo stesso piano degli altri profeti!
   Ma tutti i titoli attribuiti dall’Islam a Gesù vanno intesi come qualità di un uomo creato da Dio e santificato in vista di una missione profetica. Così l’espressione “Verbo di Allàh” ( 4,171), non significa la preesistenza del Logos presso il Padre come ci annuncia il Prologo di S. Giovanni, ma semplicemente che Gesù è il profeta annunciato da Dio, creato da Dio e che ha predicato solo  il Verbo di Dio!

  Secondo il Corano Gesù non è il Figlio, infatti Dio “basta a Se stesso”,  è ” un Dio solo, troppo glorioso e alto per avere un figlio!” (5,72).

La negazione della figliolanza divina però si basa su un equivoco, perché il Corano afferma che Dio “non s’è scelta una moglie né ha generato figli” (72,3), ossia concepisce la generazione di un figlio in senso carnale, il che sarebbe veramente una bestemmia!

-  Così la negazione della Trinità, in realtà e la negazione di un’eresia cristiana, perché viene identificata in tre dèi : Dio (Padre), Maria ( Madre) e Gesù Figlio), come risulta dal testo:
“E quando Allàh chiese a Gesù: “O Gesù, figlio di Maria, sei tu che hai detto agli uomini: Prendete me e mia madre come dèi oltre a Dio? E rispose Gesù: ‘ Gloria a Te! Come potrei dire ciò che non ho il diritto di dire? Se lo avessi detto Tu lo avresti saputo: Tu conosci ciò ch’è nell’intimo mio, e io non conosco ciò che è nell’intimo Tuo. Tu solo sei il fondo conoscitore degli arcani!””  (5,116).

  Si comprende quindi che questa trinità negata dal Corano non è la Trinità affermata del Vangelo e adorata da noi cristiani.

Vi sono tanti equivoci da chiarire, come ad esempio un versetto nega la morte di Gesù:
“Essi in realtà non hanno ucciso Gesù, bensì un altro che gli somigliava” (4,157) e secondo i commentatori l’ucciso potrebbe essere un doppio di Gesù, oppure un certo Sergio, o Simone il Cireneo…
In un’altra sura invece si afferma:” E Dio disse: O Gesù, io ti farò morire di morte umana, e poi ti innalzerò fino a me, e ti purificherò dagli (oltraggi degli) infedeli…” (3,55).

Gesù tornerà alla fine dei tempi
 - Infine, la tradizione islamica reputa che Gesù, rapito presso Dio, ritornerà per  annunciare il Giudizio universale, si sposerà, avrà dei figli, governerà a Gerusalemme per quarant’anni,  morirà e sarà sepolto accanto a Maometto in Medina.
Recita il Corano:
 “Egli (Gesù, figlio di Maria) non è che un servo cui concedemmo i nostri favori e ne facemmo un esempio per i Figli d’Israele.. ed  egli  dev’essere un segno evidente per la venuta dell’Ora. Comunque, non dovete dubitare di ciò e seguite me (Allah) questo è il cammino (Sura 43, 59,61).
Anche negli Hadith Maometto dice:
Gesù, l’apostolo di Allah, presto discenderà tra voi (musulmani) come un giusto sovrano (Al Bukhari Vol 3 n. 425).
Dunque, credono i musulmani, Gesù sarebbe vivo in cielo e tornerà sulla terra come sovrano ad annunciare il Giudizio Universale – l’Ora – e convertirà ebrei e cristiani all’Islàm..
Ricordiamo qui anche la leggenda del movimento degli Ahmadiyya, sorto nell’Ottocente nel Punjab, secondo cui Gesù sulla croce sarebbe solo svenuto e, successivamente guarito, si sarebbe spostato nel Kashmir, dove quindi sarebbe morto a centoventi anni. La sua tomba si troverebbe a Srinagar…

Gesù ci unisce o ci divide?

E’ innegabile che storicamente la fede in Gesù ha diviso e opposto musulmani e cristiani. Le invasioni islamiche, la risposta delle crociate, le battaglie per la liberazione dell’Europa… quindi secoli di aspre lotte, violenze reciproche, intervallate da brevi periodi di pace, testimoniano che le profonde differenze teologiche hanno inciso nel senso di un’opposizione drastica e belligerante fra le nostre religioni.

Nell’Islam la persona di Gesù ha ottenuto una particolare considerazione nel Sufismo, come persona esemplare esprimente l’amore fraterno, ma nella coscienza comune e ortodossa il “profeta Gesù” non ha alcun potere d’intercessione, non viene pregato… è uno dei grandi profeti della storia – il più santo!- che tornerà un giorno per preparare l’umanità al giudizio finale, ma senza alcuna rilevanza al presente.

Oggi, nel clima di dialogo e rinnovata conoscenza reciproca, quanti hanno a cuore le relazioni cristiano-islamiche possono sottolineare il fatto che occorra la lettura diretta del Vangelo, per conoscere veramente Gesù, e che una linea di contatto profonda può essere ricercata almeno negli insegnamenti del Messia  sull’amore fraterno e  sul rapporto di adorazione e di amore verso Dio.

Una riflessione teologica conclusiva:
   La profonda differenza fra le nostre religioni, dopo la considerazione di alcune affinità – l’adorazione all’unico Dio, il profetismo-, non consiste solo nella negazione della natura divina di Gesù, nella negazione della Trinità, nell’assenza dei sacramenti, del sacerdozio ecc… nell’ Islam, ma nell’impianto teologico fondamentale:

a)  per noi cristiani Dio si è rivelato progressivamente nella storia, fino a raggiungere la pienezza nell’incarnazione del suo Figlio Gesù;

- per il Corano la rivelazione è ciclica e ripete sempre gli stessi contenuti espressi nel Patto della Pre-eternità: Dio è Uno e Signore; rivelazione accompagnata da varie prescrizioni, divieti o permissioni, secondo la volontà assoluta ed imperscrutabile di Dio. Non c’è Peccato Originale, dunque non occorre Redenzione e Salvezza;

- la teologia coranica è teologia della vittoria!I Profeti sono esempi da seguire e l’umanità si divide tra chi accetta il messaggio ripetuto dal profeta e chi invece lo rigetta, si ribella a Dio. I fedeli vincono, gli altri vengono colpiti, sconfitti, annientati dal Signore!

  Questo spiega perché Gesù non può morire! sarebbe una sconfitta di Dio onnipotente! Gli Ebrei, che hanno falsificato le Scritture date da Mosé e vogliono uccidere Gesù, non riescono a farlo: un altro muore al posto suo e Il Messia viene rapito e assunto in cielo, presso Dio.

b) Il Cristianesimo invece  consiste in una Teologia della sconfitta: il Figlio di Dio viene realmente ucciso, ma dalla sconfitta, dal sacrificio salvifico scaturisce la Vittoria divina sul peccato e sulla morte!


Prof. GianFederico Tinti

Prof. GianFederico Tinti
Docente di  Filosofia e Teologia negli Ist. Teol. Cattolici
Presidente Ass. Cult. Teilhard de Chardin
Responsabile Comunità “Gesù, Leone della Tribù di Giuda”
Consigliere nazionale dell’Iniziativa di Comunione nel Rinnovamento Carismatico Cattolico

Articolo tratto da:

http://www.iniziativadicomunione.it/
e da http://limmensita.wordpress.com/2012/03/28/gesu-isa-nel-corano-il-gesu-dellislam/