Il problema nel rapportarsi criticamente e razionalmente con l'islam è, alla fin fine, sempre lo stesso: il corano attesta che Mohammed dice il vero e Mohammed attesta che il corano dice il vero. Non si esce da lì. Il Corano e Mohammed si attestano a vicenda, si legittimano l'un l'altro in un circolo vizioso. Per uscire da questo giro senza senso sarebbe necessario un confronto aperto, magari con le scienze storiche, magari con i laici e (perchè no?) con la critica intellettuale di confessioni diverse da quella islamica.
I vangeli, infatti, come tutta la sacra scrittura giudaico-cristiana, sono oggetto di continue ricerche critiche e di discussioni di ogni tipo, senza riserve, da parecchio tempo.
Il Corano, al contrario, resta in ambito islamico tabù per ogni serio ricercatore. Il corano non è neppure tale se non è scritto in arabo, ed ogni critica storica o logica o teologica su di esso e su Mohammed non è ammessa dall'islam.
E dunque la discussione è destinata a a morire infruttuosa.
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