lunedì 13 ottobre 2014

Noi cristiani e l'antico testamento

Noi cristiani abbiamo coscienza che Dio costruisce una storia ed si presenta a noi nel divenire della storia.
Nulla è fermo e congelato nel rapporto fra uomo e Dio, perchè è un rapporto che si snoda lungo il tempo e lungo la storia, e la storia è un "divenire" per sua stessa natura.
Noi cristiani leggiamo l'antico testamento in vari modi, tenendo conto del singolo genere letterario di ciascun libro, e delle condizioni storiche e culturali in cui esso è stato scritto. Ma tutti i Libri li leggiamo tenendo conto che essi sono per noi soprattutto la grande allegoria profetica della Salvezza.
In ogni personaggio biblico noi vediamo sia Dio sia l'uomo, visti nel loro contuuo dialogare, nella loro difficile e mutevole dialettica.
Giuseppe, per esempio, è per noi il Cristo che, gettato in fondo a un pozzo (pozzo = sepolcro) e venduto come schiavo (schiavitù = condizione umana mortale) ne esce per diventare il vicerè del grande regno e per essere, infine, il salvatore della sua gente, dei fratelli che lo hanno tradito.
Così è Giona che rimane per tre giorni nel ventre del pesce (pesce = sepolcro) e ne esce per salvare con la sua parola la grande città di Ninive.
Così è Mosè, che conduce il suo popolo attraverso il deserto (deserto = vita terrena e mortale) fino alla terra promessa (terra promessa = paradiso e resurrezione) attraverso il Mar Rosso (mare = morte; rosso = sangue).
Così è pure Daniele, buttato nella fossa dei leoni (fossa = vita terrena, sepolcro, mortalità; leoni = uomini ostili a Dio). Anche Daniele supera la prova simbolica della morte.
E  Davide che, piccolo, insospettabile e quasi disarmato, sconfigge il gigantesco campione del male, anch'egli è, per quel primo tratto narrativo la preconizzazione di Gesù salvatore, che sconfigge con una pietra (la sua parola, la croce) il gigante (il "signore di questo mondo").
Noi cristiani non consideriamo la bibbia come un codice normativo dal quale estrarre i riferimenti morali, o leggi da attuare. Noi la consideriamo piuttosto una grande narrazione divina che rivela a poco a poco agli uomini il vero volto di Dio, in modo sempre più chiaro e definito, fino alla visione salvifica di Gesù, il Figlio stesso diel Padre.
Ciò in attesa di contemplare alla fine dei tempi "il volto di Dio così com'è".

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