Ma infine diciamola tutta. A difesa della loro festa preferita i
sostenitori di Halloween sventolano blasoni di antichità, di tradizione,
di... celticità, che non sono altro che blasoni di plastica.
Samhain era un'antica festività celtica, paganamente sacra,
spesso cruenta per i sacrifici, anche umani, che vi si tenevano in onore
delle divinità e dei defunti; era una "larva" residuale, probabilmente,
di riti magico-religiosi più antichi, preistorici, nei quali era
incluso talvolta il cannibalismo e, sempre, l'uso delle teste umane,
vere o simulate, come trofei e feticci da venerare.
Con samhain è abbastanza pacifico che si celebrasse il raccolto, la fine dell'anno campestre e l'entrata del sole nell'inverno, il "regno dei morti".
Questo il contenuto magico e religioso che, secondo un luogo comune assai diffuso, sarebbe transitato da samhain ad halloween. Questa l'eredità che farebbe di halloween la versione moderna, riveduta e corretta, dell'antica samhain celtica.
Tale presunta derivazione filologica di una festa dall'altra fa di halloween l'appuntamento più popolare ed amato dai moderni celtofili neopagani.
Ma che c'è di vero in tutto questo?
Proviamo a dare un'occhiata disincantata alla halloween moderna, vediamola così come essa concretamente si presenta e va in scena ogni anno nelle nostre contrade: grandi e piccini si mascherano da morti, da streghe, da cadaveri, da vampiri e formano un esercito di zombie e di fantasmi intenti a bagordare, a dispensare qua e là scherzetti più o meno sgradevoli e sgraditi, un esercito di festanti che non mostra cura dei sentimenti che altri possono provare alla vigilia del 'dì dei morti'.
Insomma Halloween è un carnevale d'autunno, macabro, inquietante, in cui piccole forme di ricatto ("dolcetto o scherzetto!"), insegnano a più giovani l'arte allegra dell'estorsione; vi si tengono feste danzanti in discoteca condite di vari abusi, d'alcol e di altre amenità, con finte ragnatele appese alle pareti e zucche di plastica, teschi e mostri dappertutto...
E come non mancano il cibo, l'alcol e le droghe, non mancano neppure, per i più esaltati, i riti magici, le suggestioni stregonesche, le introduzioni allo spiritismo da baraccone, e altre fesserie, buone per stimolare l'adrenalina.
Dovrebbe sorgere spontanea una domanda: che cosa centra halloween, la halloween di cui parliamo, con la celtica samain? E' davvero la nostra halloween l'erede diretta dei riti pagani di samhain?
E' più che evidente che per la loro fuzione sacrale e rituale sono le feste cristiane di Ognissanti e dei Defunti le vere eredi di samhain. Il carattere sacrale e religioso è addirittura aumentato col passaggio alla versione cristiana. E' altrettanto evidente che nè la tradizione pagana più autentica, nè la sua erede cristiana sono rispettate e presenti nella festaccia deviante di halloween.
Halloween più che una festa radicata e tradizionale è l'ennesima bufala del consumismo, ed è più vicina allo spiritismo ottocentesco della Blavatsky che non ai celti, più vicina al castello di Disneyland che non al mistero della morte. Vale davvero la pena di difendere una festa così?
Samhain era un'antica festività celtica, paganamente sacra,
spesso cruenta per i sacrifici, anche umani, che vi si tenevano in onore
delle divinità e dei defunti; era una "larva" residuale, probabilmente,
di riti magico-religiosi più antichi, preistorici, nei quali era
incluso talvolta il cannibalismo e, sempre, l'uso delle teste umane,
vere o simulate, come trofei e feticci da venerare.Con samhain è abbastanza pacifico che si celebrasse il raccolto, la fine dell'anno campestre e l'entrata del sole nell'inverno, il "regno dei morti".
Questo il contenuto magico e religioso che, secondo un luogo comune assai diffuso, sarebbe transitato da samhain ad halloween. Questa l'eredità che farebbe di halloween la versione moderna, riveduta e corretta, dell'antica samhain celtica.
Tale presunta derivazione filologica di una festa dall'altra fa di halloween l'appuntamento più popolare ed amato dai moderni celtofili neopagani.
Ma che c'è di vero in tutto questo?
Proviamo a dare un'occhiata disincantata alla halloween moderna, vediamola così come essa concretamente si presenta e va in scena ogni anno nelle nostre contrade: grandi e piccini si mascherano da morti, da streghe, da cadaveri, da vampiri e formano un esercito di zombie e di fantasmi intenti a bagordare, a dispensare qua e là scherzetti più o meno sgradevoli e sgraditi, un esercito di festanti che non mostra cura dei sentimenti che altri possono provare alla vigilia del 'dì dei morti'.
Insomma Halloween è un carnevale d'autunno, macabro, inquietante, in cui piccole forme di ricatto ("dolcetto o scherzetto!"), insegnano a più giovani l'arte allegra dell'estorsione; vi si tengono feste danzanti in discoteca condite di vari abusi, d'alcol e di altre amenità, con finte ragnatele appese alle pareti e zucche di plastica, teschi e mostri dappertutto...
E come non mancano il cibo, l'alcol e le droghe, non mancano neppure, per i più esaltati, i riti magici, le suggestioni stregonesche, le introduzioni allo spiritismo da baraccone, e altre fesserie, buone per stimolare l'adrenalina.
Dovrebbe sorgere spontanea una domanda: che cosa centra halloween, la halloween di cui parliamo, con la celtica samain? E' davvero la nostra halloween l'erede diretta dei riti pagani di samhain?
E' più che evidente che per la loro fuzione sacrale e rituale sono le feste cristiane di Ognissanti e dei Defunti le vere eredi di samhain. Il carattere sacrale e religioso è addirittura aumentato col passaggio alla versione cristiana. E' altrettanto evidente che nè la tradizione pagana più autentica, nè la sua erede cristiana sono rispettate e presenti nella festaccia deviante di halloween.
Halloween più che una festa radicata e tradizionale è l'ennesima bufala del consumismo, ed è più vicina allo spiritismo ottocentesco della Blavatsky che non ai celti, più vicina al castello di Disneyland che non al mistero della morte. Vale davvero la pena di difendere una festa così?
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